Città d'arte, croce e delizia: ogni giorno lasciano estasiati migliaia di turisti, ogni giorno chiedono ai cittadini un piccolo sforzo, perché un conto è girare per Roma o Firenze coni sandali ai piedi e il cappello in testa, un 'altra è viverla da residenti. Vuol dire dividere servizi, strade e spazi con moltitudini di forestieri, che hanno esigenze diverse, molto diverse, da quelle degli abitanti. Disagi che pagano le città più amate d'Italia, sempre più unite nel chiedere fondi e regole speciali al Governo, II nuovo Sos sta in una nota congiunta del vicesindaco di Roma, Maria Pia Garavaglia, l'assessore al turismo del Comune di. Firenze, Silvano Gori e quello di Venezia, Augusto Salvadori. «Chiederemo un incontro urgente con il vicepremier con delega al turismo Francesco Rutelli, per avere dal Governo risorse e norme che ci consentano di far fronte agli innegabili problemi legati alla vivibilità delle città». I tre hanno fatto il punto in Campidoglio, forti della grande vocazione turistica che negli ultimi anni s'è consolidata. Un dato su tutti, quello della capitale: è passata dai 13 milioni di presenze 1997 ai 20 milioni dei primi sei mesi 2007, in controtendenza col dato nazionale sul turismo che vede l'Italia scendere al quinto posto. Un impatto difficile da reggere, su cui il sindaco Veltroni ha spesso insistito, pur snocciolando soddisfatto cifre da record. Ma più turisti significano strade, trasporti, monumenti che si consumano con maggiore rapidità - hanno spiegato i tre amministratori - A risentirne è anche il decoro e l'efficienza delle nostre città, per cui la presenza turistica va coniugata con i diritti dei residenti. E il discorso vale doppio per Roma, non solo città d'arte, non solo capitale, ma crocevia internazionale, sede del Vaticano e anche dei Palazzi della Politica. Ora stileranno un documento, per chiedere al Governo «un concreto, congruo sostegno alle nostre città d'arte, che hanno raggiunto, anche nella chiara percezione dei residenti, una criticità assai grave». E le parole della Garavaglia suonano come un elegante rimprovero: «II turismo è un bene per le nostre città che si spande sul Paese, ma pone anche delle responsabilità al Governo: chiediamo fondi ma anche più vigilanza, per garantire maggiore sicurezza, in termini di serenità. Un lavoro più forte e integrato delle forze dell'ordine, dunque, e non solo i nostri vigili a combattere abusivismo di tutti i tipi e a difendere il decoro urbano». Ma niente numero chiuso, per carità, come ha proposto Venezia: «E' una contraddizione, Roma è città aperta».