Il Vittoriano e quegli ascensori che una parte significativa del mondo della cultura giudica «orrendi», «indecenti», una «bruttura criminale». Il giorno dopo il j'accuse di storici dell'arte, architetti e urbanisti di fama, e a 48 ore dalla «censura» espressa dal Consiglio superiore dei Beni culturali presieduto da Salvatore Settis, arriva la replica del ministero dei Beni Culturali, che quegli ascensori panoramici ha voluto. Una replica che, un po' a sorpresa, implicitamente ammette che qualcosa non va nell'opera che svetta sopra il monumento, visibile anche da molto lontano. Fin dagli inizi a dire il vero, oltre un anno fa, lo stesso ministro Francesco Rutelli aveva sempre sottolineato come gli ascensori fossero opera «reversibile» (se non piace, si disse nella prima conferenza stampa di presentazione dei lavori, si toglieranno). E nella nota diffusa ieri in serata il Ministero dei Beni culturali informa che un gruppo di lavoro, voluto dal ministro, è insediato «da diverse settimane» per «valutare la realizzazione del progetto» e «stabilire possibili miglioramenti all'impatto della struttura». La nota è della direzione regionale del Lazio per i beni culturali e paesaggistici, alla cui guida è l'ingegner Luciano Marcbetti, «responsabile come ricorda un intervento di Gianfranco Cerasoli, segretario della Uil Beni Culturali, uno delle voci più critiche nei confronti dei nuovi ascensori ascensori del procedimento che ha validato e autorizzato il lavoro della commissione che ha scelto il progetto». «La scelta del progetto ha scritto il sindacalista fu fatta da una commissione composta da Antonio Giovannucci, direttore Regionale della Basilicata, Giovanni Belardi, architetto della Soprintendenza di Roma, e Corrado Bozzani, docente universitario. Il Direttore dei lavori fu l'architetto Federica Galloni, attuale soprintendente di Roma per i beni architettonici, una delle nomine più contestate a Rutelli». Ora, del gruppo di lavoro «insediato praticamente dall'apertura dei nuovi ascensori», fanno parte, oltre al capo di gabinetto del ministero Guido Improta e al segretario generale Giuseppe Proietti, appunto il direttore regionale Luciano Marchetti e la soprintendente Federica Galloni, con il sovrintendente capitolino Eugenio La Rocca. Obiettivo, precisa la nota del Mibac, «valutare la realizzazione del progetto presentato da Paolo Rocchi, vincitore della gara d'appalto, e stabilire possibili miglioramenti all'impatto della struttura, anche nella prospettiva della rimozione dell'impalcatura che attualmente ricopre tutto il Vittoriano e che rimarrà in sede fino ai primi mesi del 2008». Il gruppo di lavoro - conclude la nota - «darà presto gli esiti delle sue riunioni». La nota della Direzione regionale sottolinea inoltre come i nuovi ascensori panoramici siano un successo, «con 32 mila visite alle terrazze nel mese di giugno e un incasso di 137 mila euro». E sull'affaire Vittoriano, da ieri, soffia anche il vento della polemica politica, con il centrodestra che si aggiunge a Italia Nostra e agli intellettuali: «Deturpano irrimediabilmente uno dei monumenti più significativi della Repubblica», ha detto l'ex sottosegretario ai Beni culturali Nicola Borio (An), che sul tema ha presentato un'interrogazione a Rutelli. Di «ennesimo scempio» parla Davide Bordoni, consigliere capitolino di Fi. Mentre per il capogruppo di An nel I municipio Federico Mollicone, si tratta di un «monumento all'orrendo urbano. Unica soluzione, abbatterli».
Vittoriano, interviene il Ministero
Il Vittoriano a Roma, con gli ascensori panoramici che lo circondano. Il Ministero dei Beni Culturali ha rilasciato una nota in cui ammette che gli ascensori siano "opera reversibile" e che un gruppo di lavoro sia stato insediato per valutare la realizzazione del progetto e stabilire possibili miglioramenti. Il gruppo di lavoro è composto da esperti del ministero e da un sovrintendente capitolino. La nota del ministero sottolinea che i nuovi ascensori sono un successo, con 32 mila visite alle terrazze nel mese di giugno e un incasso di 137 mila euro.
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