Raggiunta l'intesa. Sarà acquisito il terreno che comprende la Necropoli L'intesa per la valorizzazione di Cava Lazzaro finalmente è stata raggiunta. Lo comunica il presidente della commissione comunale Lavori Pubblici Andrea Salemi. Durante l'ultima riunione a Palazzo di Città, sono stati trattati i diversi aspetti inerenti la tutela e la fruizione del sito archeologico, famoso in tutta Italia per la presenza della "grotta del principe", descritta da Paolo Orsi nelle sue opere. All'incontro ha preso parte, su invito del presidente Salemi, l'assessore Giuseppe Pirri il quale ha illustrato un progetto, redatto dall'architetto Giuseppe Libbra, da sempre conoscitore ed appassionato studioso dei beni archeologici del comprensorio. Il progetto consiste, nello specifico, nell'acquisizione di una striscia di terreno che si estende dalla strada provinciale fino al sito di Cava Lazzaro e dell'area comprendente la Necropoli e l'antico villaggio dove sono stati rinvenuti centinaia di reperti archeologici come punte di frecce, cocci, resti di palizzate, ecc. L'accordo sull'acquisto è stato raggiunto tra i membri della maggioranza e dell'opposizione i quali attendono adesso la stima del terreno al fine di reperire i fondi necessari. Il consigliere Corrado Calvo si è impegnato a contattare l'assessore regionale ai Beni Culturali per richiedere un finanziamento che comprenda anche interventi sugli altri importanti siti archeologici ricadenti nel Comune di Rosolini. Il consigliere Salvatore Schifitto ha proposto un sopralluogo con l'architetto Libbra al fine di verificare lo stato dei luoghi, mentre il presidente Salemi, ricordando ai presenti le vicende che si verificarono l'anno scorso quando Cava Lazzaro fu attaccata dalle pale meccaniche per l'estrazione della roccia circostante, ha sottolineato che l'acquisizione del sito è di priorità massima ai fini della tutela; nel contempo si potranno richiedere finanziamenti regionali ed europei per creare a Rosolini un "Museo all'aperto", tramite la valorizzazione dei siti archeologici del comprensorio, tra cui Cava Santa, Cava Paradiso, il tratto di Cava d'Ispica di proprietà del Comune, la basilica bizantina, ecc.. Tutto ciò in vista dello sviluppo di un turismo ecosostenibile.