Festa di fine lavori alla Reggia. Applausi per tutti: "È un sogno realizzato" Ieri la restituzione del cantiere alla proprietà (il demanio, rappresentato dalla Soprintendenza ai beni architettonici) da parte delle imprese. Doveva essere rispettata la scadenza di fine luglio, e così è avvenuto. Levento è stato salutato da una festa in onore dei responsabili del progetto e di tutti coloro che vi hanno collaborato (con tanto di musica in tema e buffet in giardino, con posti seduti per tutti gli invitati). La presidente Bresso ha consegnato una targa ad Alberto Vanelli, già direttore regionale dei beni culturali e ora responsabile della Reggia (per lui una vera e propria standing ovation), alla direttrice del Patrimonio Maria Grazia Ferreri, al soprintendente, e responsabile del cantiere, Francesco Pernice. Nei discorsi ricorrevano concetti come «sogno realizzato», «sfida vinta», «fiducia mai venuta meno», si è parlato della reggia come di «una malattia che prende e non riesci più a pensare ad altro». Pernice, che è un ingegnere, ha preferito invece snocciolare cifre. Impressionanti. «Oggi si sono consegnati 230 mila metri cubi di volumi, 11 chilometri di cornici, 150 mila metri quadrati di intonaci, 56 mila metri quadrati di superfici lorde. Con noi hanno lavorato, e ringrazio tutti, 50 imprese, 3 mila operai, 400 tecnici». Dopo i discorsi, una visita degli invitati per le sale ancora vuote (allappello mancano i locali del terzo piano della Reggia di Diana, che saranno adibiti a uffici, oltre alla Citroniera e alle Scuderie juvarriane, parti di un lotto più recente che sarà completato nel 2008). Sono spariti i ponteggi, gli intonaci freschi mettono in risalto gli stucchi e gli affreschi delle volte: serve ancora qualche ritocco, ma per questo si hanno a disposizione sessanta giorni, come vuole il regolamento. Dalla settimana prossima quelle sale si riempiranno progressivamente: inizia infatti lallestimento della mostra dedicata ai Savoia e alla vita di corte - per ora delle parti tecniche, poi arriveranno le opere da esporre - che segnerà il 12 ottobre unulteriore tappa, lapertura della Reggia. Si viene a sapere che il percorso di visita si delinea per un chilometro e mezzo: si parte dalla torre di Benedetto Alfieri, si scende nel piano sotterraneo dove si incontrano le prime opere e le installazioni multimediali di Peter Greenaway. Si attraversano le ex cucine, poi si sale alla Reggia e alla Galleria di Diana e si termina la visita in SantUberto, la chiesa capolavoro di Filippo Juvarra. «Certo, una parte importante oggi finisce, sinizia unaltra sfida - ha aggiunto Bresso - Una sfida alta, che vogliamo affrontare con ottimismo».