Firenze, nel mirino degli studiosi pure un altro celebre umanista, il Poliziano. Linchiesta diventerà un programma tv. Lo storico Cardini: lasciamoli in pace Fu avvelenato? Riesumata la salma. E il Ris indaga anche sul mistero della sua memoria Tra pruderie e curiosità scientifiche, si scava su su vita, morte e amori dei due eruditi Del filosofo verrà misurato il cervello: era grande come come quello di Dante? -------------------------------------------------------------------------------- FIRENZE - Dopo le tombe dei Medici, le esumazioni e gli studi delle spoglie di Cosimo I e di venti componenti della celebre dinasty fiorentina, ora tocca a due illustri umanisti del loro dotto entourage. Oggi alle 11, sulla parete sinistra della Basilica di San Marco, saranno rimosse le lapidi che coprono le cassette con le ossa di Giovanni Pico della Mirandola e Agnolo Poliziano. Non cè pace per i sepolcri dei grandi. Tra pruderie, curiosità mediatica e indagini storico-scientifiche, unéquipe di docenti universitari darà il via alla nuova operazione che dovrà fra luce su fisionomia, cause di decesso e identità dei due importanti protagonisti del cenacolo filosofico-letterario di fine 400. A settembre sapremo gli esiti delle analisi, che partono da sofisticati test su teschi e su reperti ossei, per fornire ricostruzioni che smentiranno o confermeranno quanto fonti storiche e iconografiche ci hanno tramandato fino ad oggi. «Attraverso lesame molecolare, conosceremo la loro struttura scheletrica, il Dna e letà effettiva del loro decesso. E verificheremo se Pico della Mirandola è morto avvelenato e Poliziano di trauma» dichiara Francesco Mallegni, professore di antropologia alluniversità di Pisa, che fa parte dello staff con i docenti di storia medievale Bruno Andreolli e di antropologia Giorgio Gruppioni dellAteneo di Bologna, insieme al colonnello Luciano Garofano del Ris di Parma e Silvano Vinceti, presidente del Comitato nazionale per la valorizzazione dei beni culturali e ambientali. Indagini che poi finiranno in «Enigmi del passato», un format televisivo della Rai in onda il prossimo anno, dedicato anche alle figure di Celestino V, Matteo Maria Boiardo, Petrarca e Leopardi. Intanto i domenicani della Basilica di San Marco si preparano a finire sotto i riflettori. Il priore Fausto Sbaffoni è perplesso: «La cosa non mi entusiasma, era meglio lasciarli in pace. Ma visto che si tratta di una ricerca storico-scientifica, che la soprintendenza ai monumenti ha dato il permesso e che saranno rimosse solo due lapidi, ho detto di sì». Tra laltro, Pico della Mirandola morto a 31 anni nel 1494, "dopo 13 giorni di febbri misteriose e dolorose", divide la lapide e forse lossario con lumanista Girolamo Benivieni a cui pare fosse legato da amorosi affetti. Ma cosa cè da scoprire di nuovo su questi eruditi neoplatonici fiorentini? «Anche Poliziano, scomparso a circa 40 anni qualche mese prima di Pico della Mirandola, potrebbe essere morto di sifilide o avvelenato - spiega Silvano Vicenti - Vedremo quali dati ci fornirà la ricostruzione criminologica, se è necessaria una rivisitazione storiografica». E chissà se conosceremo anche le dimensioni del cervello di Pico della Mirandola, «se era di 1.700 centimetri cubici come quello di Dante e del conte Ugolino» precisa Mallegni, citando studi precedenti. Misteri del passato e storie davvero da riscrivere? «Niente affatto - sostiene lo studioso di storia medievale Franco Cardini - Se fossi stato io lautorità, non avrei dato il permesso. Lasciamo in pace i morti e torniamo a misure di umanità e intelligenza più serie. Non condivido queste operazioni, sono curiosità scientifico-erudite datate. Certo può essere utile per lo storico tener presente che Napoleone soffriva di ulcera precoce, che lo portò alla morte, e che Stalin aveva il colesterolo alto perché mangiava troppe uova. Ma in questo caso, il giudizio su Pico della Mirandola o Poliziano non cambia. Mi chiedo se il gioco vale la candela, soprattutto poi se il movente ultimo è il divertimento televisivo».
FIRENZE - "Test del Dna per Pico della Mirandola"
In Firenze, un team di studiosi universitari sta eseguendo un'indagine su due umanisti del Rinascimento, Giovanni Pico della Mirandola e Agnolo Poliziano. Le loro lapidi, che coprono le cassette con le loro ossa, saranno rimosse e analizzate per scoprire se sono morti avvelenati o a causa di un trauma. L'indagine, condotta dalla Rai, sarà seguita da un programma televisivo intitolato "Enigmi del passato". I docenti universitari, insieme a un colonnello del Ris, stanno esaminando i teschi e gli osi dei due uomini per ricostruire la loro struttura scheletrica e determinare la loro età effettiva.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo