LAccademia ha già smesso di comprare i libri. Il presidente: "Ci mancano 250mila euro, il Demanio ci chiede tre milioni di euro" -------------------------------------------------------------------------------- Ha smesso di comprare i libri, tagliato i contratti ad alcuni collaboratori. E rischia anche di non pagare la bolletta della corrente. Dopo 420 anni di vita, lAccademia della Crusca rischia la chiusura. A lanciare lallarme è la commissione cultura di Palazzo Vecchio, che ha scritto a tutti i parlamentari fiorentini per chiedere un aiuto concreto per la prima e più autorevole istituzione scientifica della lingua italiana. «La Crusca incontra grandi difficoltà da tempo, non meraviglia che qualcuno parli di chiusura. Abbiamo problemi per qualsiasi piccola spesa, siamo lì a decidere se non pagare la luce, il portierato: abbiamo già smesso di acquistare alcuni libri, tagliato alcune collaborazioni di ricerca» spiega il presidente, il professor Francesco Sabatini. Ente pubblico non economico, la Crusca riceve dal ministero dei beni culturali 220mila euro lanno. «La stessa cifra da 8 anni, mentre tutti i costi aumentano» ricorda Sabatini. Con cinque dipendenti e venti-trenta collaboratori, lAccademia cura le attività di ricerca, la gestione della biblioteca da 121mila volumi, larchivio con documenti secolari, oltre alla digitalizzazione e creazioni di banche dati on-line, pubblicazioni di volumi e testi scientifici e didattici. Un lavoro che costa circa un milione di euro lanno, finora coperto da contributi e progetti attivati presso alcuni ministeri (tra cui quello della pubblica istruzione, ma anche degli esteri e delle difesa) e altri enti ed istituzioni.