Siti archeologici e culturali: gli investimenti ci sono, la gestione del quotidiano no. E' la denuncia dell'assessore al Turismo e ai Beni culturali della Regione Campania, Marco Di Lello, intervenuto ieri alla presentazione della "Ricerca-Azione" di Unioncamere sul Pit Napoli (Progetto integrato territoriale) e finanziato con i fondi Por 2000-2006. Ma è sulle strategie di sviluppo delle attività turistiche che si è poi concentrato il dibattito. La proposta di Paolo Stampacchia, ordinario di Economia e Gestione delle imprese alla Federico II, è di creare "una fondazione pubblico-privata cui affidare la gestione integrata dei Beni culturali di Napoli". Critico l'assessore Di Lello: "Non sono d'accordo con l'idea della fondazione. Meglio un tavolo permanente sul turismo con tutti gli operatori del settore da mettere in cantiere per settembre". di Velia de Sanctis Si profilano nuove strategie per lo sviluppo delle attività turistiche a Napoli. L'occasione è offerta dalla presentazione di "Ricerca-azione", lo studio svolto da Unioncamere sul Pit (Progetto integrato territoriale) Napoli, e finanziato con i fondi Por 2000-2006. La ricerca, presentata ieri alla Camera di Commercio, contiene un'analisi accurata del territorio partenopeo, una ricognizione dei siti di interesse storico artistico e una proposta sui possibili modelli di gestione, prevalentemente integrata, dei siti. "Il progetto - dice Gaetano Cola, presidente di Unioncamere regionale - ha lo scopo di offrire, a chi ha la responsabilità della programmazione, indicazioni che contribuiscano alla definizione di una nuova strategia di conservazione e valorizzazione del patrimonio storico, artistico e culturale della città di Napoli". Un patrimonio a cielo aperto - aggiunge - da sfruttare a pieno per far diventare Napoli una città sempre più turistica. Tra le soluzioni ipotizzate dalla ricerca, illustrata da Paolo Stampacchia, docente dell'Università degli studi di Napoli "Federico II", la gestione integrata dei siti turistici da parte di tutti gli attori coinvolti, che siano enti locali, religiosi o privati. "Un modello cui ispirarsi - spiega Stampacchia - potrebbe essere quello senese, dove pubblico e privato garantiscono insieme la continuità della gestione finanziaria dei siti turistici". La proposta interessa al direttore di Unioncamere Campania, Santo Vittorio Romano, per il quale "c'è bisogno di armonizzare la gestione dei luoghi di interesse turistico con tutte le altre offerte del territorio, come esercizi commerciali e attività artigianali". E, come strumento, ipotizza la creazione di una nuova struttura, con natura di fondazione, dove possano trovare spazio tutti gli attori coinvolti indicati da Stampacchia. Un tavolo permanente sul turismo con tutti gli operatori del settore è invece la proposta che l'assessore regionale al Turismo e ai Beni culturali, Marco Di Lello, mette in cantiere per settembre. "Non sono d'accordo con l'idea di una nuova fondazione - dice - non abbiamo bisogno di altre sovrastrutture, di altri consigli di amministrazione". Anche per Di Lello occorre innescare un processo di sempre maggiore coordinamento tra programmazione pubblica e gestione privata, ma attraverso, ad esempio, strutture già esistenti come la Società campana per i beni culturali, Scabec. I nodi, per l'assessore, vengono al pettine "quando gli investimenti si fanno, ma poi viene a mancare la gestione del quotidiano: allora non ci sono alibi". Di Lello invoca anche l'intervento del ministero per i Beni culturali "perché non è possibile - aggiunge - che noi facciamo i lavori per aprire nuovi siti e poi ci manca il personale da impiegare". A proposito degli investimenti dell'assessorato al Turismo di Palazzo Santa Lucia, Di Lello ricorda che in sei anni sono stati spesi 800 milioni per i dodici Pit della Campania" e che attualmente ci sono un miliardo e 900 milioni per il progetto capofila 'Marchio unico per il turismo nel Sud Italia' e 70 milioni per i Pit dell'asse due.
Napoli - Beni culturali, Di Lello: Gestione assente
L'assessore al Turismo e ai Beni culturali della Regione Campania, Marco Di Lello, ha criticato la proposta di creare una fondazione pubblico-privata per la gestione integrata dei Beni culturali di Napoli. Di Lello sostiene che non sono necessarie altre sovrastrutture e che il processo di coordinamento tra programmazione pubblica e gestione privata dovrebbe avvenire attraverso strutture già esistenti come la Società campana per i beni culturali, Scabec. L'assessore ha anche richiesto l'intervento del ministero per i Beni culturali per garantire la gestione del quotidiano dei siti turistici.
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