intervento di Gianni Tomo Una fotografia molto chiara della situazione in cui versa la Regione Campania, tanti programmi per una svolta che si presenta come un significativo impegno. Questi gli elementi che si colgono con estrema immediatezza dalla lettura del Dpef 2008 2010 della Regione Campania presentato dall'assessore al bilancio Antonio Valiante.L'anno 2006 viene presentato come un anno di ripresa in tutti i settori dell'economia della regione, interrompendo il ciclo recessivo avviatosi dal 2003 con una variazione del Pil, a prezzi costanti, stimata tra l'1,3 e l'1,6 per cento. Ma nell'ultimo decennio, viene testualmente affermato, "l'economia campana non ha evidenziato decise riduzioni nell'entità delle diseconomie esterne che condizionano le attività di lavoro e di impresa". E' chiaro che, in quest'ottica, le scelte strategiche per il futuro diventano fondamentali. Il programma di sviluppo della Regione Campania farà parte degli strumenti attuativi degli interventi comunitari e si basa sul principio che non vi sarà competitività se tutto il Sud non si muoverà nella stessa direzione e se questa "direzione" non sarà accompagnata da coerenti politiche del Governo centrale e dell'Unione europea, istituzioni presso le quali bisogneràdelineare un comune programma strategico "Sud, grande piattaforma logistica integrata nel mediterraneo" per essere in grado nei prossimi decenni di intercettare i traffici che dalla Cina, dall'India verso il Mediterraneo come suo naturale bacino di influenza e di scambio anche con i Balcani, la Turchia e il Medioriente. Queste le scelte strategiche ed i progetti principali: "Una regione pulita e senza rischi". Si prevede in quest'ambito il completamento del piano regionale dei rifiuti, nonchè azioni di bonifica e riqualificazione delle aree per insediamenti produttivi. "Il mare bagna la Campania"e "La Campania in porto" sono scelte che puntano a valorizzare la risorsa "Mare" sia come risorsa propria che dal punto di vista dello sviluppo delle vie di comunicazione e del turismo e delle sue ricadute industriali ed economiche. "La Campania una regione patrimonio del mondo" parte dal presupposto che la regione è sede tra l'altro, cinque dei trentadue siti italiani considerati patrimonio dell'umanità dall'Unesco: Centro Storico di Napoli, Area archeologica di Pompei Ercolano - Torre Annunziata, Costiera Amalfitana, Paestum Velia - Cilento, Certosa di Padula, Reggia di Caserta. Le scelte strategiche sul lo sviluppo non potevano certo trascurare il turismo, per al quale è riservato il progetto "Una regione alla luce del sole". Si punta dunque alla promozione del turismo, oltre che alla valorizzazione dei beni culturali ed ambientali, a diversificare l'offerta e puntare sulla destagionalizzazione turistica durante l'intero anno solare, grazie anche a un clima favorevole. Altra priorità strategica considerata è l'occupazione, nei capitoli "Occupare conviene" e "La Campania amica di chi fa impresa". L'obiettivo è la "Qualità del lavoro", con incentivazione finanziaria, formazione e occupazione sia di start up iniziale, sia di premialità per le imprese che diano occupazione. Infine, tra le priorità strategiche di maggior rilievo "La Ricerca abita in Campania". La Regione vuole confermare e incrementare il ruolo di leader nel campo della ricerca anche attraverso il consolidamento dei rapporti tra Università e mondo produttivo locale realizzando Distretti ad Alta tecnologia.