PRIMA è stato approvato il Pit, il nuovo piano d'indirizzo territoriale che tutela e valorizza il paesaggio toscano, ma obbliga i comuni a chiedere il «visto» regionale per varare strumenti urbanistici importanti come piani regolatori e piani strutturali. C'è chi vede un ritorno al passato, addirittura ai controlli che faceva la vecchia Crta, la commissione regionale tecnico amministrativa. La filosofia è comunque ispirata a un'ottica di vincolo e salvaguardia che sembra contrapporre la Toscana rurale, che protegge il paesaggio, alla Toscana urbanizzata, vista come potenziale elemento di negatività. POI È STATO approvato anche il Dpef, il documento di programmazione economico finanziaria. Al sì del centrosinistra si è aggiunto quello di Rifondazione che ha così sancito il suo ingresso in maggioranza. Le entrate complessive ammontano a 7.535,5 milioni di euro,mentre le spese previste sono di 8.123,5 milioni di euro. Il disavanzo è pari a circa 230 milioni. Nel 2008 la Regione stanziaerà 150 milioni di euro per assistere gli anziani non autosufficienti, cifra che sarà coperta da nuove tasse a carico di tutti i cittadini I due provvedimenti, i più importanti di metà legislatura, sono passati senza difficoltà. Il centrodestra non ha partecipato al voto per protesta. Ma torniamo al Pit. E' nato anche sull'onda delle polemiche seguite a vicende tipo Monticchiello, dove il comune aveva autorizzato costruzioni giudicate dagli ambientalisti alla stregua di «scempi del paesaggio toscano». Il documento è complesso, in qualche caso disomogeneo, anche se risulta apprezzabile la parte conoscitiva: master plan portuale e aeroportuale, schede paesistico ambientali. Riccardo Conti, assessore all'urbanistica: «Il Pit è un punto di avvio, perchè vuole innescare tanta buona programmazione locale e tanta partecipazione». Il presidente Martini lo giudica «un asse portante della fase nuova che intendiamoi aprire». Per Erasmo D'Angelis, presidente della commissione ambiente e territorio: «Dalla Toscana parte un messaggio forte all'Italia delle deregulation e degli abusi edilizi. Noi voltiamo pagina e entriamo in una stagione più avanzata della tutela del paesaggio e del governo del territorio». Assai critico, invece, Andrea Agresti di An: «Il Pit è caratterizzato più da direttive che da prescrizioni. Da una parte sembra una valorizzazione dell'autonomia locale, ma è vero solo per i grandi comuni. Penalizza i piccoli, afflitti da carenze economiche e di organico». ROBERTO Rossi, presidente dell'Ance Toscana (Confindustria) si augura che il Pit, oggetto di accordo col Ministero, elimini il contenzaioso fra istituzioni e fra queste e gli operatori. Rossi aggiunge: «Per superare situazioni di blocco del territorio, bisogna recuperare qualità progettuale, argomento su cui il Pit offre indicazioni ma esclusivamente in termini di vincolo».
Le nuove regole per il territorio Come valorizzare il paesaggio
Il Consiglio Regionale della Toscana ha approvato il "Pit", un piano d'indirizzo territoriale che tutela e valorizza il paesaggio toscano, ma obbliga i comuni a chiedere il visto regionale per varare strumenti urbanistici importanti. Il documento è stato approvato con il sostegno del centrosinistra e Rifondazione, e prevede un disavanzo di circa 230 milioni di euro. Il Pit è stato approvato anche senza il sostegno del centrodestra, che ha protestato contro il voto. Il documento è stato criticato da alcuni, che lo considerano troppo rigido e penalizzante per i piccoli comuni.
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