Una crisalide rosa antico, una donna imbozzolata, non ancora sbocciata, che dal tronco liscio, cilindrico e senza forme, fa vedere di sé solo un volto androgino intagliato nel legno e adorno di treccine d'avorio e d'oro. Sono questi i materiali usati da Giuliano Vangi, scultore di fama internazionale che lo scorso anno ha vinto il Praemium Imperiale, il Nobel delle belle arti, per creare la statua che da qualche tempo troneggia nel salone di Palazzo Madama, battezzata, dal presidente Marcello Pera, «Italia». E come l'Italia di oggi è forse incompiuta ma, dice Pera, «ferma e serena, è l'Italia delle potenzialità». «Ferma e serena» anche di fronte alle polemiche sollevate dal leghista Giuseppe Calderoli (uno dei vicepresidenti del Senato), che ha parlato della statua come di un monumento al Viagra e si è messo a raccogliere firme per mandarla in cantina. L'opera, in ogni caso, è l'ultima di una serie di pezzi d'arte contemporanea che hanno cominciatto ad adornare i palazzi del Senato, su iniziativa della commissione artistica di Palazzo Madama (Pera e il segretario generale Antonio Malaschini, i senatori Ottaviano Del Turco e Antonio D'Alì. Un'altra statua di Vangi dorata, in metallo.
Mecenati Al Senato
Una crisalide rosa antico, una donna imbozzolata, non ancora sbocciata, che dal tronco liscio, cilindrico e senza forme, fa vedere di sé solo un volto androgino intagliato nel legno e adorno di treccine d'avorio e d'oro. Sono questi i materiali usati da Giuliano Vangi, scultore di fama internazionale che lo scorso anno ha vinto il Praemium Imperiale, il Nobel delle belle arti, per creare la statua che da qualche tempo troneggia nel salone di Palazzo Madama, battezzata, dal presidente Marcello Pera, Italia. E come l'Italia di oggi è forse incompiuta ma, dice Pera, ferma e serena, è l'Italia delle potenzialità. Ferma e serena anche di fronte alle polemiche sollevate dal leghista Giuseppe Calderoli (uno dei vicepresidenti del Senato), che ha parlato della statua come di un monumento al Viagra e si è messo a raccogliere firme per mandarla in cantina. L'opera, in ogni caso, è l'ultima di una serie di pezzi d'arte contemporanea che hanno cominciatto ad adornare i palazzi del Senato, su iniziativa della commissione artistica di Palazzo Madama (Pera e il segretario generale Antonio Malaschini, i senatori Ottaviano Del Turco e Antonio D'Alì. Un'altra statua di Vangi dorata, in metallo.
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