Apre il "Certaldo", trenta camere nella struttura che fu dei Cavalcanti I titolari hanno restaurato l'antico edificio curando nei dettagli tutti i particolari -------------------------------------------------------------------------------- CERTALDO. Il nome è quello di uno dei borghi più belli della Toscana, il simbolo è quella cipolla che ha contribuito a renderlo famoso nel mondo e la struttura è un antico mulino del 1500 tanto caro alla gente del posto. Tutto questo è l'Hotel Certaldo, il nuovo grande albergo aperto da pochi giorni nella città di Boccaccio, per la precisione sulla nuova rotonda che porta a San Gimignano. Un hotel a quattro stelle, costruito da una famiglia di impresari che da molti anni vive a Empoli: Mario Mugelli e suo figlio Maurizio. Hanno speso qualche milione di euro per restaurare questo edificio a lungo in pessimo stato, ma alla fine sono riusciti a coniugare innovazione e storia tanto da catturare l'attenzione della Soprintendenza. Mario Mugelli, per 9 anni insegnante e poi impegnato nel campo delle assicurazioni, ha sempre avuto il pallino della storia e delle ristrutturazioni. Trasferito a Empoli, ad esempio, ha partecipato al restauro del torrione di Santa Brigida. Ora, insieme a suo figlio, ha deciso di lanciarsi in questa avventura, che intende dare un'offerta importante e di un certo livello ai turisti che arrivano a Certaldo. «È un hotel - afferma Maurizio Mugelli - che punta ad offrire una qualità importante di servizi e punta ed essere una struttura di elite per il territorio. Il soggiorno da noi deve essere il più piacevole e accogliente possibile». A rendere questo ambiente particolare è sicuramente il contento in cui è inserito. La famiglia Mugelli è riuscita a rilevare le parti degli 8 proprietari che possedevano l'edificio, caduto in uno stato di quasi abbandono. I lavori per il nuovo hotel sono partiti un anno e mezzo fa, con il chiaro intento di riportare alla luce le bellezze di questo mulino. «Il mulino di Certaldo - spiega Mario Mugelli - in origine apparteneva alla famiglia fiorentina dei Cavalcanti. Poi venne confiscato insieme ad altri bene da Cosimo I de 'Medici dopo la sua ascesa al potere intorno al 1537. Nel 1570 la proprietà venne ceduta all'ordine nobiliare dei Cavalieri di Santo Stefano di Pisa. Durante il nostro restauro sono emersi numerosi reperti storici che abbiamo cercato di valorizzare, ma presto realizzeremo un museo dedicato al funzionamento dell'antico mulino». Che ha cessato la sua attività intorno agli anni '50 e con il passare del tempo è caduto in disgrazia, offrendo un brutto colpo d'occhio per Certaldo. «Non è stato facile condurre la trattativa con gli ultimi proprietari - continua Mario Mugelli - e ci sono voluti 4 anni per chiudere l'affare. E ringranziamo anche il Comune, che ci ha permesso di riportare al suo vecchio splendore una delle strutture più importante di Certaldo». Ma.Fa.-Ma.Mo.