Mannoni: «Sacrifici per 40 famiglie, ma l'opera è necessaria». Per Deliperi serve la valutazione d'impatto ambientale CAPOTERRA. A ventiquattrore di distanza dall'annuncio ufficiale, l'approvazione definitiva del progetto per la nuova statale 195 ha dato il via ad una serie di reazioni che non son tutte positive. A dar fuoco alle polveri è stato il neonato comitato che si batte per un radicale cambiamento di percorso della nuova arteria, che ci va giù pesante e dice a chiare lettere come la battaglia contro la carreggiata a quattro corsie sia appena iniziata. Di più: i residenti di Is Coddus sono pronti ad incatenarsi alle recinzioni pur di spegnere i motori delle ruspe e dei mezzi pesanti che si apprestano a intervenire. Alle quaranta famiglie sul piede di guerra si aggiungono le associazioni ambientaliste Gruppo di intervento giuridico e Amici della terra, che in una nota hanno ricordato come la questione non sia chiusa. Perché ? Scrive Stefano Deliperi: «Di fatto il tracciato non è approvato, perché il tratto che attraversa la zona umida dello stagno di Santa Gilla deve essere ancora assoggettato al procedimento di valutazione di impatto ambientale. Lo ha riconosciuto anche una deliberazione della giunta regionale, datata 17 luglio, che ha dato il parere favorevole per la realizzazione dell'opera con una serie di condizioni di tipo ambientale, fra cui lo svolgimento del procedimento di Via». E infatti, nel documento siglato dall'esecutivo regionale si legge come l'intervento sia da ritenersi ammissibile solo con la «Via per il tratto "attraversamento laguna" nella zona Casic». Un documento in più, cui si aggiungerà il ricorso al Tar firmato dal comitato di Is Coddus, che spiega: «Abbiamo urlato, pianto, scritto e strascritto, ma non abbiamo ottenuto nulla. Molte case avranno la strada tra i due e i venti metri, anche un cieco senza cuore avrebbe cercato altre soluzioni». Per esempio? «La Regione potrebbe acquisire le case e, anziché darci i soldi, dovrebbe dare a tutti un'abitazione di pari valore». In caso contrario «la strada di lì non passerà, perché ci legheremo alle recinzioni, alla terra, alle case, e ricorreremo al Tar, ma non rinunceremo alle nostre case». C'è poi un'altra ipotesi: spostare il tracciato. «E sapete dove vorrebbero far passare la nuova strada? - chiede l'assessore Mannoni - a fianco di un'altra lottizzazione: così risolvono il problema di Is Coddus e se ne crea un altro con i residenti vicini. La verità è una: le opere di pubblica utilità hanno un costo, circa quaranta famiglie subiranno qualche disagio ma è pur vero che a migliaia di persone togliamo il traffico da ventimila auto al giorno che rende l'attuale tracciato pericoloso ed impercorribile».