Legambiente, appello alla Regione che domani approverà il nuovo Piano paesistico. "Tanti progetti del Prg vanno ridotti" Parlati: "I vincoli indicano dove e quanto costruire. E il Comune che farà?" Da rivedere anche i piani su Tor Vergata Santa Maria della Pietà e Tor Pagnotta -------------------------------------------------------------------------------- Costruire, ma senza stravolgere lambiente. Edificare, ma a una certa e definita distanza da fiumi, fossi, costoni e zone archeologiche e agricole. Non concede sconti né deroghe il Piano territoriale paesistico, il documento elaborato dai tecnici dellassessorato regionale ai Lavori pubblici, già approvato dalla Giunta regionale e che forse già domani dovrebbe passare allapprovazione del Consiglio regionale. Documento atteso da dieci anni che va a incidere anche sulle cubature previste dal Piano regolatore del Comune. Uno strumento urbanistico delicato, sul quale ieri si è voluta ancora una volta soffermare Legambiente. «La Regione - spiega Lorenzo Parlati, presidente laziale dellassociazione ambientalista - ha prodotto un articolato regime di vincoli e tutele che sottolineano dove e quanto costruire, quali aree edificare e quali invece lasciare libere perché vicine ad aree boschive, archeologiche o fasce costiere». Un imponente apparato di vincoli che «dovrà abbattersi come una mannaia sul Piano regolatore comunale, mettendo dei freni consistenti alle nuove costruzioni commerciali della Bufalotta (dove la Regione ha interdetto alla trasformazione una vasta area che ricade allinterno del parco della Marcigliana), Tor Pagnotta (in cui si dovranno lasciare liberi ampi tratti di verde accanto al fosso di Vallerano), Ponte Mammolo (che resta in gran parte inedificabile, in quanto parte della riserva regionale della Valle dellAniene) e Santa Maria della Pietà (dove si potrà restaurare solo già costruito). E non supererebbero lesame paesaggistico neanche i progetti che riguardano Saxa Rubra (in quanto il Piano paesistico impone che le nuove edificazioni della Rai non si estendano verso il Tevere) e le cubature intorno alla nuova Fiera di Roma, dove il vincolo regionale taglia una cospicua fetta dellarea che ricade allinterno della riserva statale del litorale romano, nella tenuta di Ponte Galeria. «Molti metri cubi previsti dal Piano regolatore sono stati ipotizzati in zone ora sottoposte a vincolo - sottolinea Lorenzo Parlati - e numerose deroghe chieste dal Comune sono state respinte. Ne consegue che se il Piano territoriale paesistico verrà approvato così comè, bisognerà inevitabilmente rivedere le cubature del Piano regolatore e ci dovrà essere un ridimensionamento consistente degli interventi di costruzione». Paletta rossa anche per i progetti che riguardano via delle Vigne, nel XV Municipio, e le aree situate di fronte alla tenuta dei Massimini e giudicate non edificabili dal Piano paesistico. Anche Grottarossa esce con le ossa rotte dallistruttoria regionale. «Il lavoro della Regione - dichiara Mauro Veronesi, responsabile del territorio urbano per Legambiente Lazio - ha cancellato molte aree disponibili alle trasformazioni e questi tagli per noi dovranno necessariamente corrispondere a meno metri cubi».