I volumi delle grandi ristrutturazioni potranno essere trasferiti in altre zone Seimila alloggi nei prossimi anni dovranno essere destinati alledilizia sociale La Cdl srotola un panno bianco in consiglio: "Trattati come fantasmi" Ieri la discussione, oggi il voto Rifondazione dice sì alle nuove norme, ma si schiera contro lintero provvedimento -------------------------------------------------------------------------------- Metà delle 12mila case che potranno nascere a Firenze nei prossimi anni dovranno essere destinati a edilizia sociale, cioè ad affitti calmierati, Erp o con strumenti innovativi per dare casa a chi non è in grado di avere un alloggio dignitoso. Un taglio del 30 per cento della capacità edificatoria nelle aree dismesse sopra i 2mila metri quadri. In alternativa, i privati potranno abbandonare quelle aree, lasciandole al Comune, per recuperare la stessa capacità edificatoria in zone meno densamente costruite (anche di proprietà di Palazzo Vecchio): tutto deciso dal consiglio comunale. Possibile costruire palazzi sopra i 20 metri di altezza, in funzione di prevalenti interessi pubblici e sociali o di aspetti artistici o monumentali connessi con la funzione da insediare. Sono le novità, le ultime, del Piano strutturale, la cui riadozione è cominciata ieri in consiglio comunale (il voto sarà oggi) tra le proteste del centrodestra: la Cdl ha srotolato un panno bianco sui suoi banchi, per denunciare che «veniamo trattati come fantasmi, buoni solo per votare». La loro richiesta di rinvio a settembre è stata bocciata. Ornella De Zordo e il Prc hanno chiesto un rinvio in attesa della valutazione integrata: respinta anche questa richiesta. Le novità del Piano arrivano dal maxi-emendamento proposto dalla maggioranza di centrosinistra e che ha trovato una sponda anche nel Prc, che ha approvato lemendamento in commissione ma ha comunque deciso di votare contro il Piano nel suo insieme: perché è stato dato troppo poco tempo per affrontare i nuovi testi, e perché rimangono «molte critiche, per esempio, si costruisce tanto ma sono poche le indicazioni sugli immobili vuoti» dice la capogruppo Anna Nocentini. Lassessore allurbanistica Gianni Biagi, nei 58 minuti di illustrazione tra citazioni di Roberto Benigni, Giorgio Manganelli, Andrea Branzi, Marcello Verga e Richard Rogers, ha difeso il Piano, la scelta di riadottarlo, ed ha tracciato il futuro di Firenze come di «una città che progetta il suo futuro partendo dalla valorizzazione dellesistente e anzi facendo della propria storia il punto di forza per il futuro». Una città che investa sulla alta formazione, uno dei punti forza del Piano presentato da Biagi. «Una città che potrà usare strumenti nuovi come i procedimenti di evidenza pubblica per combattere la rendita» hanno detto il presidente della commissione urbanisti Antongiulio Barbaro e Alberto Formigli, capogruppo del Pd. «Sono procedure che garantiscono trasparenza e metteranno in concorrenza le proposte dei privati, ma su richieste indicate dal consiglio comunale» hanno spiegato a più riprese Formigli ma anche Luca Pettini (Pdci), Gianni Varrasi (Verdi) e Anna Soldani (Sd). «Il pubblico indica gli obiettivi strategici e le condizioni dello sviluppo. Su queste basi il privato fa proposte operative, esaminate dal pubblico senza alcun obbligo di recepimento ma solo come contributo alla realizzazione degli obbiettivi fissati» spiega ancora Biagi. Il centrodestra ha ribadito le proprie critiche: «Il piano è un bluff: non si sceglie, non si innova, non si portano soluzioni concrete, non solo non ci sono progetti forti, un programma di ammodernamento ma nemmeno indirizzi» dice Bianca Maria Giocoli di Forza Italia. «La sinistra ammette nel Piano il proprio fallimento: si legge che Firenze non risponde più alla qualità della vita dei residenti e di chi viene a lavorare, in ferma periodica o del turista. Se lo scrivono loro, dopo 13 anni che governano Firenze» commenta Giovanni Donzelli di An. Nellopposizione di sinistra, Ornella De Zordo critica il poco tempo per presentare le osservazioni, chiede di allungare i tempi a 120 giorni e propone di cassare Alta velocità, raccordo di Varlungo e tubone, e di fermarsi sulle tramvie in attesa dei progetti definitivi. Rifondazione si dichiara contraria al Piano, ma parla di «elementi interessanti nellemendamento del centrosinistra, che dimostrano come nella maggioranza ci sia la necessità di aggiustare il tiro nei confronti della giunta». «Un atteggiamento curioso, votare per gli emendamenti e contro il Piano. Rifondazione ha perso lultima occasione per darsi un ruolo di forza di governo» ribatte Alessandro Falciani dello Sdi. «Il percorso di partecipazione ha coinvolto la città, nonostante qualcuno dica il contrario» ribatte Formigli a De Zordo. «Abbiamo chiesto, come sinistra dellUnione, che per le osservazioni ci siano 90, non 60 giorni a disposizione, e che partano da settembre, per dare più tempo ai cittadini» fanno notare Soldani e Gregorio Malavolti (Sd).
TOSCANA : Piano strutturale, maxi emendamento della maggioranza
Il consiglio comunale di Firenze ha approvato il Piano strutturale, un documento che prevede la riadozione di un maxi-emendamento che include nuove norme per la ristrutturazione e il sviluppo della città. Il piano prevede la destinazione di metà delle 12mila case che potranno essere costruite nei prossimi anni all'edilizia sociale, cioè ad affitti calmierati o con strumenti innovativi per dare casa a chi non è in grado di avere un alloggio dignitoso. Inoltre, il piano prevede un taglio del 30% della capacità edificatoria nelle aree dismesse sopra i 2mila metri quadri.
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