-------------------------------------------------------------------------------- Oh che bel vivere, che bel piacere, ascoltare un Barbiere di Siviglia sotto le stelle. Può accadere che anche alla prima in pieno luglio, nella verzura inglese del parco di Racconigi si battano i denti e si passi il secondo atto alla buvette a trangugiare cognac e punch caldi. Che invenzione prelibata, il circuito «Regione in Tour». Avete presente quelle meste operazioni anni Settanta, quei carri di Tespi che decentravano la lirica nelle periferie ed esportavano la cavatina democratica ai figli delle case popolari? Scordatevele. «Regione in Tour» gioca in serie A e veste in lungo. È nata dallidea di Regione Piemonte e Teatro Regio di portare il melodramma nei giardini e nelle ville più belle del Piemonte. Ma non con spettacoli presi chiavi in mano chissà dove. Con un cantiere di nuove produzioni targate Regio, decisamente curate e con ottimo cast. Come questo Figaro, secondo titolo dopo le Nozze mozartiane della scorsa primavera. Un Barbiere di qualità con la regia affidata a un esperto nocchiero quale il direttore di scena del Regio Vittorio Borrelli, le scene di Claudia Boasso, i costumi di Luisa Spinatelli e lorchestra del Regio guidata dalla bacchetta del ventottenne Michele Mariotti: fresco vincitore del Premio Toscanini, con Abbado allultima tournée della Mahler Chamber Orchestra. E - se il dna non è Coca Cola - figlio di Gianfranco, leggendario soprintendente del Rossini Opera Festival di Pesaro. Dopo il debutto a Racconigi e un minitour a Santa Croce di Bosco Marengo e Villa Fedora di Baveno, il Barbiere arriva stasera e domani alle 21 ai Giardini Reali. Un allestimento senza scivoloni didascalici né tritumi da intellettuali, buono per scoprire questo capolavoro senza tempo, ottimo per rinfrescarsi la memoria con quel senso di «straordinario quotidiano» che la lirica deve sempre portare con sé. Questo è un Barbiere da ascoltare anche perché i timbri vocali sono quelli della tradizione di un secolo buono, prima che la Rossini-Renaissance li stravolgesse riscoprendo i registri originari. Così Rosina (Marina Comparato e mercoledì Damiana Pinti) non è un contralto profondo ma un mezzosoprano dagilità che si lancia in gorgheggi alla Malibran. Così il Conte dAlmaviva (Juan Francisco Gatell e Filippo Adami il 25) rinuncia ai timbri baritonali da Grande di Spagna per i palpiti esili ma puliti del tenorino di grazia: e peccato per la strepitosa aria con variazioni Cessa di più resistere, che Rossini lanno dopo riprenderà come rondò finale in Cenerentola ma che qui cade sotto la scure dei tagli. Nel ruolo di Figaro si alternano il baritono cileno Christian Senn, garbato e vocalmente dotato, e Massimo Cavalletti. Lastioso Don Bartolo è affidato a Elia Fabbian ed Eugenio Leggiadri Gallani. Don Basilio, untuoso come ci si aspetta, è Maurizio Lo Piccolo. Berta è Maria Cioppi, Fiorello Claudio Ottino, Ambrogio Antonio Sarasso, lufficiale Vladimir Jurlin e Franco Rizzo. Biglietteria: via San Francesco da Paola 6, tel. 0114424777, ore 10.30-18.30 e dalle 20 ai Giardini Reali. Ingresso 12 euro (ridotti 10). Info 01188.15.557, www.teatroregio.torino.it.