LA POLEMICA La parola al sindaco di Milano: forse la mostra a Castel SantElmo in settembre -------------------------------------------------------------------------------- "Vade Retro" con un cuore napoletano e con un titolo nuovo di zecca meno scandaloso e carico di doppi sensi, ("Lamicizia amorosa") se si farà, sarà inaugurata ai primi di settembre, invece che il 2 agosto. Resta il dubbio, legato alle decisioni ultime del sindaco di Milano, Letizia Moratti, che con il curatore Vittorio Sgarbi (laltro è Eugenio Viola), dopo gli infiniti strascichi di polemiche sulla censura, potrebbe in queste ore cambiare idea, visto che il proposito di mollare completamente la mostra sullomosessualità e larte, in fondo, da parte dei lombardi non cè veramente mai stato. Una prolusione lunga come una lezione universitaria, nella quale il soprintendente Nicola Spinosa, che la settimana scorsa ha lanciato un salvagente a "Vade Retro", la mostra censurata dalla Moratti a Milano, ha ricordato i motivi per i quali ha offerto ospitalità a SantElmo. Una prolusione in cui Spinosa rievoca la storica tolleranza di Napoli verso le contaminazioni artistiche di epoche e stili diversi, come quelle di diversi "gender", non voglia mai Iddio che vengano chiuse le porte a chi non è "etero". «Io non avrei fatto una mostra sullomosessualità. Per me non cè nessuna differenza. Ma la censura è esecrabile». Poi, finalmente, la notizia, che è in realtà una non notizia. Nel senso che il soprintendente, affiancato a SantElmo da Andrea Brunello della società Artematica, produttore di Vade Retro, ha annunciato che solo oggi si saprà se la mostra si farà o no. «Laccordo cè ma è sospeso fino a domani a mezzogiorno, quando la Moratti deciderà se riaprire o no la mostra censurata grazie alla pubblicità avuta in questo periodo». «Di "Vade Retro" si è parlato in 37 telegiornali», aggiunge Brunello, «ma questa pubblicità potrebbe ritorcersi contro: cè chi dice che avrà molti visitatori, ma anche chi sostiene il contrario». Insomma ieri luomo di Artematica è volato a Milano per rilanciare in una riunione serale al Comune, di cui è socio nella produzione delle mostre. Un gioco al rialzo dopo la giornata napoletana che gli ha assicurato la disponibilità di Spinosa a patto che «la soprintendenza non debba sostenere alcuna spesa e che il 20 per cento degli incassi di biglietteria vada al ministero dei Beni culturali, secondo la legge Ronchey». Ad Artematica, che facendo base in Veneto, ha esordito con le visitatissime mostre sullImpressionismo nella Casa dei Carraresi di Treviso, "Vade Retro" è costata 450 mila euro, con una partecipazione del Comune di Milano del dieci per cento. Le mostre di questa società hanno altri sponsor oltre a quelli istituzionali, ma i costi sono assicurati dagli incassi sui biglietti. (s.cer.)