Inviare mail a : direzioneromacapitale.net --------------------------------------- I sottoscritti si rivolgono al Presidente della Repubblica, al Ministro dei beni e delle attività culturali, al Presidente del Consiglio nazionale dei beni culturali e al Sindaco di Roma affinché intervengano tempestivamente per modificare La nuova struttura degli ascensori che ha alterato sensibilmente il profilo dellAltare della Patria e ripristinarne L' originale configurazione. Come ci siamo battuti per l'abbattimento degli "ecomostri" di Punta Perotti a Bari o del manufatto di Fuenti a Vietri, che alteravano irrimediabilmente il nostro patrimonio paesaggistico; come abbiamo preteso che non venisse realizzata l'iperfetazione di Palazzo Madama per dare una nuova buvette ai nostri Senatori; come siamo schierati contro le minacce portate a beni riconosciuti dell'Umanità in Val d'Orcia o a Noto; così oggi reclamiamo l'intagibilità del sacrario del sacrario al milite ignoto, simbolo dell'unità d'Italia e della sua Capitale. Non siamo i fanatici della conservazione, non facciamo dellincontaminazione anticomoderno il dogma del nostro credo culturale. Anzi, abbiamo sempre ritenuto che, soprattutto in un Paese come il nostro così ricco dì beni e giacimenti, la valorizzazione e la fruibilità dette opere darte siano da perseguire con intelligenza e determinazione. Né tanto meno vogliamo entrare nelleterno dibattito degli addetti ai lavori tra restauri conservativi e restauri fitotologici, limitandoci a condividere quello che sosteneva Antonio Paolucci, cioè che "ogni intervento moderno su unopera darte non può che essere filologico, nel senso di philos amico dellopera darte, quindi deve rispettare lidentità stilistica e materica di quell'opera". Ma poi in fondo perché fare tanto baccano: si tratta soltanto di una piccola sopraelevazione che si vede a stento! E no, amici, nell'arte non ci sono piccole o grandi manomissioni, piccoli o grandi falsi. Cè solo il rispetto per l'opera darte qual'è e la responsabilità di ciascuno di noi di trasmettere loriginale ai nostri figli. "Su di noi - diceva Denis Diderato - gli antichi avevano un grande vantaggio perché non avevano niente di antico". Noi invece lo abbiamo (e dio sa se lo abbiamo!) e non possiamo tollerare che qualcuno, chiunque esso sia, provi ad imbrattarlo. Se venissimo meno a questo impegno, anche solo per un ascensore troppo alto legittimeremmo tutti i delitti compiuti in passato contro il patrimonio Artistico, che uomini illustri, da Wiliam Morris a John Ruskin, da Cesare Brandi a Italo Insolera, hanno già definitivamente condannato. In una società in cui ogni canone vaporizza e svanisce nell'apparenza, non possiamo e non dobbiamo mai abbasare la guardia, se non altro perché a "disneyland è sempre in agguato." Per questi motivi "Roma Capitale" chiede innanzitutto ai propri lettori e a chiunque altro a cuore l'integrità del patrimonio artistico e archeologico romano di far sentire la propria voce firmando questo appello per la modifica dell'impianto elevatore del Vittoriano in modo da ripristinarne il profilo originale. L'indirizzo a cui inviare la propria adesione è direzioneromacapitale.net
L '"ARCHIMOSTRO" DEGLI ASCENSORI AL VITTORIANO. Cancelliamo il vulnus dell'Altare della Patria
Un gruppo di persone ha inviato una lettera al Presidente della Repubblica, al Ministro dei beni e delle attività culturali, al Presidente del Consiglio nazionale dei beni culturali e al Sindaco di Roma, richiedendo di modificare la struttura degli ascensori del Vittoriano a Roma per ripristinare il profilo originale dell'Altare della Patria. I firmatari sostengono che la modifica altera sensibilmente il profilo dell'Altare e che non si tratta di una questione di conservazione, ma di rispetto per l'opera d'arte. Hanno anche richiesto che vengano modificate altre opere d'arte e monumenti a Roma, come gli "ecomostri" di Punta Perotti a Bari e il manufatto di Fuenti a Vietri.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo