Il vicesindaco Santangelo sul dibattito tra il comitato e la Metropolitana "Siza è un uomo di cultura, saprà essere sensibile agli input degli esperti di Napoli" -------------------------------------------------------------------------------- Vicesindaco Tino Santangelo, si è formato un comitato che ipotizza rettifiche al progetto Siza. Qual è lorientamento del Comune, committente del progetto? «Ritengo che la città abbondi di comitati che, anziché collaborare a velocizzare quello che si fa in città, ritardano. Abbiamo presentato in Giunta il progetto Siza, che ha trovato lapprovazione dellorgano esecutivo del Comune, a cui competono le scelte. Quindi il comitato può dialogare con Siza, ma non con noi. Abbiamo scelto il nostro progettista e seguiamo le sue indicazioni, anche perché abbiamo considerato il progetto come sintesi ideale tra le scoperte archeologiche e una stazione nodale come quella di Castel Nuovo». Ma anche gli archeologi parlano di verifiche a seconda dellavanzamento degli scavi. «Non è in previsione nessuna modifica. Del resto già nei giorni scorsi qualcuno che oggi è in quel comitato levò una voce dissonante, anche con toni non garbati (Giulio Pane, ndr) e non ha avuto risposta perché ci siamo predisposti a non darne». Non pensa che il suggerimento degli studiosi potrebbe risultare utile? È stato proprio larchitetto Aldo Loris Rossi a ipotizzare un ampliamento dellarea espositiva e il soprintendente De Caro lha fatta sua proponendo lintero castello. «Si era già pensato a Castel Nuovo come Museo della Città. De Caro aggiunge "preborbonico", e a me va benissimo: si vedono poche cose angioine e aragonesi a Napoli, e anche il Comune potrebbe essere daccordo. Nellambito delle stazioni dellarte, Municipio sarà la stazione archeologica e il museo potrebbe interagire». Quindi in realtà il progetto non è blindato?«Poiché la sensibilità dellarchitetto Siza, nella sua mania di decisioni solitarie, certamente sarà ancora stimolata dalle osservazioni di Aldo Loris Rossi, è probabile che lo stesso Siza ci proporrà alcune modifiche che terranno conto di quanto architetti come Rossi propongono. Le cose già approvate, però, non si toccano». E quali sono? «Quelle che hanno a oggetto le necessità della metropolitana. Ovvio che fino al 2011 si faranno modifiche che conseguono alle necessità archeologiche, dando però per acquisiti i punti fermi delle stazioni. Abbiamo avuto due anni di ritardi, anche se con nostra gioia, visto ciò che è venuto alla luce. Non è possibile ritardare ancora, per motivi economici e perché la città ha urgenza di riavere la sua piazza». (s.cer)