Una inimitabile "cittadella" dellarte religiosa Cappelle, statue, affreschi di grandi maestri narrano la Terra Santa in Valsesia Un progetto di Holden Art con gli scrittori alla scoperta di un patrimonio senza pari ------------------------------------------------------------- Risale al 1486 il Sacro monte di Varallo, il più antico tra quelli sorti nei secoli in Piemonte, inseriti nel 2003 tra i beni Patrimonio mondiale dellUnesco. Fu eretto dal frate minore osservante Bernardino Caimi, già custode in Terra Santa, con lintento di imitare e riprodurre i luoghi sacri della Palestina. Al progetto si interessò 70 anni più tardi anche San Carlo Borromeo, che diede nuovo impulso allopera e la denominò «Nuova Gerusalemme». Nel XVI secolo il Sacro monte venne trasformato in itinerario religioso seguendo le tappe della vita e passione di Cristo, ordinate in successione cronologica. Vera e propria acropoli cristiana, rappresenta una «cittadella sacra» ricca di 44 cappelle, oltre 800 statue in terracotta policroma e legno e 400 affreschi che danno vita a quadri scenici di grande suggestione. Furono anche accentuati gli aspetti patetici e spettacolari per promuovere la partecipazione emotiva dei fedeli. Dagli inizi del 500 e fino al 1528 Gaudenzio Ferrari si dedicò allallestimento complessivo delle prime cappelle, per le quali realizzò dipinti e gruppi in terracotta. Al completamento di questo «gran teatro montano» contribuirono anche il Morazzone, Tanzio da Varallo e altri artisti, da Cesare Luini a Giovanni e Melchiorre dEnrico, Michele Prestinari, ai fratelli Rovere detti «i fiamminghini». Holden Art, laboratorio della Scuola Holden nato per valorizzare attraverso le tecniche narrative il patrimonio culturale e artistico, ha scelto in collaborazione con la Regione il Sacro monte di Varallo come meta per percorsi didattici un po speciali, tra visita guidata e racconto, fra intrattenimento e musica. Sono in tutto 6 appuntamenti, tutti di sabato e aperti al pubblico con ingresso libero. Si parte sabato prossimo, si prosegue il 4, 11 e 25 agosto, l8 e 15 settembre. Per ogni appuntamento sono previsti «Incontri con lautore»: il pubblico potrà ascoltare passeggiando in quei luoghi lesperienza di alcuni scrittori come Davide Longo e Davide Pinardi che, dopo aver trascorso un breve soggiorno in Valsesia, proporranno il loro sguardo e punto di vista sulla valle e sul Sacro monte. Al termine del progetto gli scrittori scriveranno un racconto che sarà pubblicato nella prima «guida narrata» della Valsesia. A disposizione del pubblico inoltre una serie di visite guidate alla scoperta di storie di artisti, tradizioni e leggende della Valsesia. Tra i temi proposti, «Tra sacro e profano», ovvero la vita della valle, la nascita del Sacro monte, mestieri e antiche ricette della Valsesia che vivono nelle cappelle accanto agli episodi di storia sacra. O «La città ideale», un viaggio ideale dalla Terrasanta alla nuova Gerusalemme compiuto dallarchitetto del 500, e allievo di Michelangelo, Galeazzo Alessi. O ancora si potranno ammirare le opere di Gaudenzio Ferrari e Tanzio da Varallo passando dalle cappelle del Sacro monte direttamente alla Pinacoteca di Varallo. Durante le visite, intermezzi musicali in collaborazione con i conservatori di Novara, Alessandria, Cuneo e Torino (per informazioni sugli itinerari www. holdenart. it, per prenotare le visite telefonare alla Riserva Speciale Sacro Monte di Varallo tel. 0163 53 938). La Pinacoteca di Varallo conserva più di tremila opere che riassumono la storia dellarte figurativa della Valsesia: in 15 sale ospita disegni e dipinti dal XV al XIX secolo, firmati tra gli altri da Gaudenzio Ferrari, Tanzio da Varallo, Morazzone e Bernardino Lanino (via Don P. Calderini 25, tel. 016351424). Da Varallo si raggiunge in poco più di unora Vercelli, città ricca di raccolte darte di notevole pregio, conservate in musei allestiti grazie alla generosità di veri e propri mecenati. È il caso del Museo Camillo Leone, istituito nel 1910 sul lascito del notaio che gli ha dato il nome e distribuito tra due sedi, la cinquecentesca Casa Alciati e il barocco Palazzo Langosco, collegate da una manica di raccordo (conserva, oltre alla sezione di arte decorativa, reperti storici e archeologici ordinati in 13 sale da Vittorio Viale, lautore dellallestimento originale del Museo di arte antica di Palazzo Madama (via Verdi 30, tel. 0161253204). Vale una visita anche il Museo Borgogna, nato nel 1907 grazie alla donazione dellavvocato Antonio Borgogna: situato nel cuore di Vercelli, conserva una quadreria rinascimentale piemontese, pittura italiana del 600 e 700, dipinti fiamminghi e olandesi, un fondo ottocentesco italiano e straniero e alcuni selezionati pezzi del 900 (via Borgogna 68, chiuso dal 7 al 27 agosto, tel. 0161252776).