LA STORIA -------------------------------------------------------------------------------- Da una banale lite per lacqua, niente più di una fonte contesa a cui troppi vogliono allacciarsi, scaturisce uninchiesta giudiziaria per un probabile abuso in una zona sottoposta a vincolo ambientale e idrogeologico. Tutto questo accade nella frazione Sanguineda del comune di Vergato, allinterno di valli e boschi per circa 800 ettari che rappresentano unarea di salvaguardia e rispetto della biodiversità. Lì sono sorte nel corso del tempo (il grosso dopo l85) una quarantina di costruzioni, una parte delle quali hanno rivendicato il diritto ad allacciarsi a unantica fonte inizialmente sfruttata solo da unabitazione risalente a molti secoli fa. Tra la proprietaria di questultima e una parte dei nuovi abitanti di Sanguineda, nasce, come detto, una diatriba che approda davanti al tribunale civile di Bologna. La prima chiede al giudice di svolgere un «accertamento tecnico preventivo» per verificare se le case degli altri pretendenti hanno diritto a stare lì o sono state costruite aggirando i vincoli. A quel punto viene nominato un perito, lingegner Fabio Andreaus, che svolge unindagine con risultati a prima vista sconcertanti. Risulterebbe, infatti, che alla Soprintendenza per i beni ambientali, non compaiono né richieste né verifiche di compatibilità riguardanti le case nella zona di Sanguineda, monte Radicchio e rupe di Calvenzano. E a questo proposito i funzionari della stessa Soprintendenza sono chiari, come registra il perito: «In assenza della richiesta e della conseguente verifica di compatibilità da parte della Soprintendenza circa il rispetto del vincolo, tutti gli atti autorizzativi edilizi rilasciati sono nulli». Ma il compito dellingegner Andreaus, come risulta dal documentatissimo resoconto stilato a beneficio del Tribunale civile, non è dei più agevoli. La raccolta della documentazione al Comune di Vergato, stando a ciò che scrive il perito, è stata parecchio difficoltosa e lunga. Alla fine, in seguito a una proposta dello stesso Comune accolta dal presidente del tribunale, non si arriva alla documentazione intera, ma al riassunto per schede delle singole posizioni stilato dal responsabile dello sportello unico per ledilizia. Nel frattempo, tuttavia, la vicenda approda, come detto anche a livello penale. La perizia dellingegner Andreaus viene spedita alla Procura e il pubblico ministero Antonio Rustico apre uninchiesta. A lui toccherà ora stabilire se sulle colline di Vergato è tutto regolare o qualcosa manca nelliter delle autorizzazioni. I vincoli su quellarea sono più di uno. Il primo è di tipo idrogeologico risalente al regio decreto del 23. Il secondo è di tipo paesaggistico e il Comune è delegato dalla Regione a farlo valere, mentre la Soprintendenza esercita funzioni di vigilanza. Inoltre, la Forestale colloca larea sotto tutela paesaggistica, «mentre - rileva lingegner Andreaus nella perizia - lo sportello unico per ledilizia del Comune di Vergato non trova riscontro in merito a tale vincolo». Inoltre, gli 800 ettari intorno a Sanguineda, sono una zona di interesse comunitario per la salvaguardia e la tutela delle biodiversità. Lindagine del pubblico ministero Rustico è appena partita, ma ha già molto materiale acquisito. Il magistrato dovrà valutare tutto quanto anche alla luce dei condoni edilizi del 1985 e del 1994 i quali permettevano di regolarizzare edifici non a norma salvo vincoli pendenti sulle aree. Ma a Vergato il vincolo paesaggistico risale al 1972 ribadito poi dalla legge Galasso.