Il governatore replica alle critiche di Lo Bello sul disegno di legge per lo sviluppo. Dina e Cimino: "Approviamolo subito" -------------------------------------------------------------------------------- Messo sotto accusa da Confindustria, che gli ha contestato il «disegno di legge bluff» sullo sviluppo («Ulteriori spese per la stabilizzazione di personale precario, ma la razionalizzazione della spesa regionale che fine ha fatto?», ha chiesto polemicamente il leader degli imprenditori Ivan Lo Bello), il governatore Salvatore Cuffaro ha replicato a stretto giro, negando di avere aperto le casse della Regione. «Lapplicazione del contratto dei regionali ai dipendenti di Multiservizi - assicura - è unoperazione a costo zero». Lescamotage è la riduzione di quattro ore di lavoro. Unoperazione che, secondo Cuffaro, «non produrrà alcun aggravio economico né agli enti convenzionati con Multiservizi né alla Regione, dato che è funzionale al mutamento delle convenzioni siglate dalla società con alcuni enti». Quanto ai dipendenti di Beni culturali Spa, è stato deciso - dice il governatore - di impiegare 200 mila euro lanno per fare svolgere ai lavoratori attività di turnazione anche notturne e festive nei siti archeologici, monumentali e culturali, in modo da garantirne la maggiore fruizione». Adesso la parola passa allArs, chiamata a votare il disegno di legge. «Avviare liter prima delle ferie estive è quasi un dovere», avverte Nino Dina, capogruppo dellUdc, che sulla legge elettorale suggerisce invece «un rinvio a settembre». «Finalmente è evidente a tutti, opposizione e maggioranza - gli fa eco il forzista Michele Cimino, presidente della commissione Bilancio - che la vera e unica priorità al momento per la Sicilia è dare concretezza al ddl sullo sviluppo».