BADIA di Settimo, il compratore c'è. Il consiglio provinciale 'ha approvato all'unanimità, la mozione della V Commissione consiliare per l'acquisizione della Badia di Settimo nel comune di Scandicci. Dopo le rassicurazioni del ministro Rutelli sull'impegno verso l'acquisto della metà privata dell' abbazia, dopo il lavoro di mediazione che ha visto muoversi il sindaco Gheri e il presidente della Provincia Renzi, è arrivato il momento di chiudere la partita: trovare il compratore che tratterà l'acquisto coi privati. E quel compratore, stando all'atto approvato, potrebbe anche essere la Provincia. «La nostra proposta - ha evidenziato la consigliera diessina Loretta Lazzeri (già consigliera comunale a Scandicci) - è quella di affiancare il presidente della Provincia che ha visitato nei mesi scorsi la Badia di San Salvatore a Settimo. Una parte della struttura è stata recentemente ristrutturata mentre una parte versa in condizioni veramente gravi, che rischiano, fra l'altro, di vanificare anche il lavoro di recupero del bene che è stato effettuato nella parte pubblica». E ancora: «La Commissione - ha aggiunto la Lazzeri - ha fatto un sopralluogo e ha verifi-cato lo stato dei lavori di ristrutturazione ed il grave stato di abbandono della parte privata. C'è stata la settimana scorsa anche una presa di posizione importante da parte del Ministro Rutelli per una sensibìlizzazione e per un intervento finanziario per l'acquisizione della parte dell'abbazia che è attualmente proprietà dei privati. Con questa mozione vogliamo sensibilizzare e avere tutta l'attenzione perché questo immobile venga acquisito dalla parte pubblica con, in un momento successivo, anche la verifica reale degli spazi da poter dedicare sia alle questioni del culto che al territorio e alla comunità di Scandicci e di Badia a Settimo. Il nostro è un invito che rivolgiamo al Presidente a continuare nell'opera di sensibìlizzazione e di interesse per l'acquisizione di questo bene». L'abbazia prima cluniacense, poi gestita dai monaci cistercensi arrivati da San Galgano, è rimasta pressoché intatta.