-------------------------------------------------------------------------------- Appuntamento a settembre per aprire le trattative sul federalismo, per dare risposte al Consiglio regionale della Lombardia che lo scorso 3 aprile aveva chiesto al Governo romano di poter avere più competenze su 12 materie. Storce il naso sulla data il capogruppo leghista in Regione Lombardia, Stefano Galli. «Continuo a non fidarmi del Governo Prodi e le mie perplessità rimangono visto che non è ancora stata fissata la data certa dell'incontro. L'anno politico inizia settembre - continua Galli - e la situazione è difficile, l'accordo sulle pensioni toglierà risorse e a quel punto mancheranno i fondi e non si potrà più parlare di federalismo fiscale. Io al posto di Formigoni avrei insistito tutti i giorni, mi sarei messo fuori dalla stanza di Prodi per portar a casa subito il risultato. Il federalismo è una priorità assoluta. A questo punto potrei suggerire l'8 settembre come data per l' incontro col Governo». Ambasciatore nella capitale è il presidente della Regione, Roberto Formigoni, che si dichiara soddisfatto dell'incontro avuto con il ministro degli Affari regionali, Linda Lanzillotta, sulle riforme: «Finalmente il governo nazionale ha accettato la nostra impostazione». Formigoni ha ricordato che «l'avvio della negoziazione tra lo Stato e la Regione, per dare il via al federalismo differenziato, è stato fissato entro la metà di settembre. È quello che la Regione Lombardia chiede da tempo ma è chiaro che non sarà un cammino di poche settimane, essendo una legge costituzionale, ci saranno diversi passaggi in Parlamento». Galli vorrebbe un Formigoni meno diplomatico, più combattivo. «Non penso che non creda nella battaglia del federalismo ma forse non gli dà il giusto peso. Il Governatore cerca di mediare perché vuole mettersi alla guida di un partito ma se non da risposte immediate dubito che al Nord trovi molti consensi. È un atteggiamento - affonda il colpo Galli - che abbiamo già verificato sullo Statuto. Gli incontri con la sinistra per trovare un accordo ci sono stati, e lo dico anche con amarezza ma non ci si può aspettare di più da un vecchio democristiano». Per Formigoni il disegno federalista è destinato a dare più efficienza al governo, più trasparenza, e quindi è una garanzia per tutti i cittadini. «Ci siamo messi - precisa - in una posizione di avanguardia, di pionieri, ma apriamo una strada - ha aggiunto - che altri potranno percorrere». Un punto su cui concorda anche il capogruppo leghista: «Da lombardo ho a cuore la Lombardia però se altre regioni si unissero riusciremmo a stanare questo Governo, in questo caso davvero l'unione fa la forza. Abbiamo anche messo in bilancio che qualcuno vorrà prendersi il merito di questa battaglia, ma noi della Lega sappiamo bene che è da ventenni che spingiamo per il federalismo. Adesso la mia vera preoccupazione non sono le deleghe ma le risorse. Sotto l'aspetto economico è un Governo sordo e cieco e si chiuderà a riccio. Il costo della manovra pensionistica probabilmente riceverà un cartellino rosso dall'Europa e magari scopriremo che alcuni tipi di lavoro saranno usuranti al sud e molto meno al nord. I soldi della Lombardia e del Nord servono per mantenere il Paese, non li molleranno mai. A quel punto sarò tra i primi a dire al Governo di tenersi le deleghe se non ci sarà un trasferimento di risorse». Ricordiamo che il documento, approvato a maggioranza dal Consiglio regionale il 3 aprile, chiede che vangano riconosciute alla Regione Lombardia maggiori competenze in 12 ambiti, ambiente, beni culturali, giustizia di pace, organizzazione sanitaria, comunicazione, protezione civile, previdenza complementare integrativa, infrastrutture, ricerca scientifica e tecnologica, università, cooperazione transfrontaliera e sistema bancario regionale (casse di risparmio e aziende di credito a carattere regionale).