Sulle pagine di "Repubblica" di alcuni giorni fa è stato pubblicato un servizio a proposito delliniziativa dellassessore comunale al Turismo Valeria Valente, per la programmazione di alcune attività nel 2008, in particolare il Maggio dei Monumenti. Sono assolutamente convinta della necessità di unadeguata programmazione dal punto di vista temporale, oltre che sul terreno dei contenuti, delle offerte turistiche da proporre sui mercati esteri. Il Maggio dei Monumenti, dopo un esordio particolarmente felice, nel corso degli anni, pur confermando la sua capacità attrattiva, ha perso la forza di un tempo. Il tentativo di "riposizionare" il Maggio dei Monumenti sul mercato nazionale e allestero è uno sforzo necessario: a Napoli non servono miriadi di eventi, ma pochi, selezionati (soprattutto in termini di qualità), in periodi precisi, accompagnati da una buona comunicazione e promozione a livello nazionale ed internazionale. Da tempo sostengo che le politiche turistiche non possono e non devono coincidere con gli eventi; questi, se davvero di richiamo, integrano unofferta fatta innanzitutto di servizi (dalla ricettività, ai trasporti, alle guide). Ma valorizzare e rilanciare il Maggio dei Monumenti, che capita in un periodo dellanno di presenze turistiche rilevanti nella nostra città, può aiutare a presentare una città più aperta, dinamica ed accogliente. Napoli vive un momento tra i più difficili della sua storia: i problemi da affrontare sono tanti, anche se volessimo solo pensare ai turisti. Non sempre come classe politica siamo allaltezza, lo dico a partire da me. Ma quando qualcosa, però, si muove, anche in modo diverso dal passato, forse bisognerebbe fare una valutazione più accurata e meno impulsiva: se un bando parte a settembre 2007 in funzione dellanno successivo, forse è un bene. Se anziché finanziare centinaia di piccole iniziative, si sceglie di caratterizzare il programma concentrandosi su 4 o 5, forse è meglio. Se si investe di più per la promozione e di meno per gli spettacoli, forse questo può servire anche per recuperare un deterioramento dellimmagine di Napoli a livello internazionale. Mi meraviglia, dunque, latteggiamento del soprintendente Spinosa, caratterizzato ultimamente da una particolare vis polemica. Perché non aprire i castelli ed i musei per eventi che, come accade molto spesso in Europa e oltre confine, possano dare valore aggiunto? Il progetto "Museum" di Renato Carpentieri, ad esempio, rafforza da anni la capacità attrattiva del Museo di San Martino e rappresenta unoperazione culturale di alta qualità. Certo, bisogna mettere in campo progetti allaltezza, che ben si "inseriscano" nella cornice di location di pregio quali i nostri musei o gli splendidi castelli. Proviamo, allora, a lavorarci da subito, di concerto, ognuno per il ruolo che riveste, con lobiettivo di non "abbandonare" Napoli città in questa fase, perché la grande capacità attrattiva della provincia di Napoli e della Campania tutta si esprime al meglio, se Napoli tornerà ad esercitare un fascino in questo momento troppo appannato. Lautrice è assessore al Turismo e sviluppo della Provincia di Napoli
NAPOLI - Spinosa ci aiuti a rilanciare il Maggio
L'assessore al Turismo della Provincia di Napoli, Valeria Valente, sostiene che il Maggio dei Monumenti ha perso la sua forza di attrazione negli anni e che è necessario unadeguata programmazione per ripristinarla. Valente propone di selezionare pochi eventi di alta qualità e di promuoverli a livello nazionale ed internazionale. Inoltre, sostiene che le politiche turistiche non possono coincidere con gli eventi, ma piuttosto valorizzare e rilanciare il Maggio dei Monumenti come parte di un'offerta di servizi più ampia. Valente critica l'atteggiamento del soprintendente Spinosa e propone di aprire i castelli e i musei per eventi che possano dare valore aggiunto.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo