I dati dellOsservatorio culturale sui primi sei mesi cambia il vertice della top ten dei musei Dal Pozzolo: "È londa lunga delle Olimpiadi" Il turista generico spende in media 70 euro al giorno, quello culturale 120 Non era mai accaduto che Torino riuscisse a conquistare due posti tra i primi 10 in Italia -------------------------------------------------------------------------------- Torino è presente per la prima volta con due musei nella top ten nazionale. In base ai dati del 2006, il Museo del Cinema si colloca allottavo posto con 534 mila visitatori, seguito dallEgizio, con 530mila (hanno davanti siti come il Colosseo, Pompei, gli Uffizi, per citare i primi tre). Secondo i risultati del primo semestre 2007 - che vedono questa volta lEgizio davanti al Cinema, 290mila contro 254mila - nella classifica dei più visitati dItalia potrebbe presto entrare anche Palazzo Madama, la cui soglia è stata varcata da più di 200mila persone: se terrà fede alle premesse, supererà a fine anno quota 400mila e potrà stare, se non tra i primi dieci almeno, e in buona posizione, tra i primi venti in Italia. Non siamo alle prese, tra calcoli e scommesse, con un passatempo estivo, ma con i dati delle frequenze dei musei nei primi sei mesi del 2007, presentati ieri mattina a Palazzo Chiablese (tra le sorprese, il successo del Castello di Racconigi, al 4 posto, e la flessione della Gam rispetto ai due anni precedenti). Al tavolo con il direttore regionale Mario Turetta, gli assessori alla cultura di Comune e Provincia Fiorenzo Alfieri e Valter Giuliano, la responsabile del settore cultura della Regione Daniela Formento, Guido Guerzoni, docente di Economia dei Beni culturali alla Bocconi, Luca Dal Pozzolo dellOsservatorio culturale del Piemonte. In sala, il presidente di Turismo Torino Livio Besso Cordero. «Londa lunga delle Olimpiadi prosegue - ha detto Dal Pozzolo -. In questi primi sei mesi si sono già superati i dati del 2005 e non siamo lontani da quelli del 2006». Tra le considerazioni (oltre a quella che il numero dei visitatori per larea metropolitana torinese è triplicato in dieci anni, da un milione a tre), il fatto che non sono soli i visitatori forestieri a essere aumentati. Lo dimostra il grande numero di abbonamenti museali venduti ai torinesi, 55mila a oggi dallo scorso dicembre. E vero, vanno discretamente bene anche le Torino Piemonte Card, destinate a chi arriva da fuori e si ferma per più giorni (11mila quelle rilasciate nei primi 4 mesi del 2007), ma il timore è che il turismo torinese, e piemontese, continui a caratterizzarsi come «mordi e fuggi». Tra i dati presentati anche una ricerca sulle spese dei turisti: da cui si scopre che gli americani spendono in shopping quello che chi arriva qui da varie parti dItalia utilizza per tutto quanto, vitto e alloggio inclusi. I dati del primo semestre. Dei primi in classifica si è detto. E anche della sorpresa Racconigi (che, pur in provincia di Cuneo, rientra nel sistema metropolitano torinese): il successo - 125mila visitatori da gennaio a giugno, erano 78mila nel 2005 fa ben sperare in futuro per le altre residenze sabaude. La Gam soffre: 39mila i visitatori, dimezzati rispetto allo stesso periodo del 2006. Daccordo, cerano le Olimpiadi: ma erano 55mila nel 2005. Per il resto, bene Palazzo Bricherasio con 105mila (mancano ancora i dati relativi a giugno) e Palazzo Reale, che nonostante sia aperto solo a metà per lavori ha richiamato più di70mila persone. Le spese dei turisti. Secondo il Touring, un turista generico spende al giorno 70 euro, chi si muove per cultura arriva invece a 120 (ma gli stranieri ne spendono spesso più di 250, soprattutto se americani). Si è calcolato che un milione di turisti religiosi (vedi Sindone) non incide sul bilancio come 100mila americani o giapponesi. Secondo Alfieri, solo le grandi mostre (vedi gli "Impressionisti e la neve" di Marco Goldin) possono aiutare a riempire gli alberghi, "allo stesso scopo non servono né i festival musicali come Traffic né le fiere alla Cioccolatò"). Guerzoni ammonisce: manca uno studio preciso sul pubblico, difficile trarre conclusioni. E afferma: «Torino, a differenza di altre città italiane, può farcela basandosi sulle sue collezioni permanenti o con eventi a queste legati». Pernottamenti. Tutti daccordo: cè allarme sugli alberghi mezzi vuoti (o mezzi pieni?), ma mancano dati precisi in tema. Gli albergatori si lamentano ma, è ancora Guerzoni a parlare, «non può essere certo il pubblico dei musei a risollevare le sorti del settore. Teniamo conto inoltre che con le Olimpiadi lofferta alberghiera è triplicata. La crisi dei 4 e 5 stelle certo non dipende da un turismo culturale più o meno debole». Un turista pernotta a Torino in media 2.5-2.7 notti pro capite. Certo, si può aspirare a qualcosa di più. Senza dimenticare, conclude Guerzoni, che «per gli investimenti culturali si deve badare al lungo periodo».