IN LOMBARDIA II ministro Lanzillotta: con il governatore gettate le basi per un percorso comune Sì a un «tavolo» per discutere sull'aumento dell'autonomia della Regione MILANO La Lombardia chiede più poteri e il governo è pronto a discuterne. Parte l'operazione «federalismo differenziato»: da metà settembre il presidente del Consiglio, Prodi, e il presidente della Regione, Formi-goni, apriranno un tavolo politico (al quale se ne affiancherà uno tecnico) che segnerà di fatto l'avvio delle procedure per affidare maggiori competenze al governo regionale lombardo. Lo hanno concordato ieri il ministro agli Affari Regionali, Linda Lanzillotta, e il presidente Formigoni. Nell'aprile scorso l'assemblea del Pirellone aveva approvato con voto bipartisan (contrari soltanto Rifondazione e Comunisti italiani) un documento per chiedere l'applicazione dell'articolo della Costituzione (il 116) sulle Regioni a Statuto speciale, secondo il quale «ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia» su materie specifiche «possono essere attribuite ad altre Regioni». Che cosa chiede in particolare la Lombardia? Di poter decidere in prima persona su ambiente, tutela dei beni culturali, giudici di pace, comunicazione (e in questo capitolo rientra anche la richiesta di trattenere una quota del canone Rai), sanità, sicurezza (con la regionalizzazione del Corpo forestale) , previdenza integrativa su base regionale, gestione delle reti stradali, ricerca, cooperazione con gli Stati confinanti, università e risparmio. L'articolo 116, approvato dal centrosinistra sei anni fa con la riforma del Titolo V della Costituzione, prevede che la richiesta di maggiore autonomia debba essere «approvata dalle Camere a maggioranza assoluta dei componenti, sulla base di un accordo fra lo Stato e la Regione interessata». Ed è proprio per costruire questo «accordo» che a settembre si aprirà il tavolo politico Prodi-Formigoni. «Abbiamo voluto confermare ha spiegato il ministro Lanzillotta come il governo guardi con grande attenzione alle richieste di maggiore autonomia che arrivano dai territori. Con il presidente Formigoni abbiamo posto le basi per un percorso comune. L'obiettivo è arrivare a un risultato utile che consenta alla Regione di ot-tenere,nell'ambito delle procedure e dei vincoli previsti dalla Costituzione, un maggiore livello di autonomia. Un percorso che dovrà marciare in parallelo con l'approvazione del federalismo fiscale, tema sul quale mi auguro che il Consiglio dei ministri possa varare una norma prima dell'estate». «Finalmente!», è stato il commento di Formigoni. «Oggi si avvia il vero processo del federalismo in Italia e possiamo aprire una pagina nuova nella storia del nostro Paese. La Lombardia ha veramente avviato un percorso nuovo e come in altre occasioni fa da apripista». E ancora: «Quello che vogliamo è un federalismo dell'efficienza, della trasparenza, un rapporto nuovo tra lo Stato è i cittadini. Vogliamo competenze in più che sappiamo di poter gestire meglio. È una bella notizia per la Lombardia, ma è una bella notizia anche per l'Italia». Soddisfatto anche il presidente della Provincia di Milano, il diessino Filippo Penati, secondo il quale «siamo alla vigilia di una svolta storica».
Federalismo, intesa tra Formigoni e l'esecutivo
Il ministro degli Affari Regionali, Linda Lanzillotta, e il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, hanno concordato di aprire un tavolo politico per discutere l'aumento dell'autonomia della Regione. La Lombardia ha chiesto maggiore autonomia in diverse aree, tra cui ambiente, sanità, sicurezza e previdenza integrativa. L'articolo 116 della Costituzione prevede che la richiesta di maggiore autonomia debba essere approvata dalle Camere a maggioranza assoluta. Il tavolo politico sarà aperto a metà settembre e sarà composto da un politico e uno tecnico. Il governo è pronto a discutere delle richieste della Regione e a varare una norma sul federalismo fiscale prima dell'estate.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo