E' giallo sul ritrovamento di uno dei beni culturali più belli del Fermano. Un prezioso quadro attribuito al Parmigianino è stato rinvenuto mercoledì, intorno alle 19, dai carabinieri della Compagnia di Fermo in una casa dell'entroterra. Si tratterebbe di una copia di incalcolabile valore della Conversione di San Paolo (un olio sul tela di 180 cm per 160) che sarebbe opera del famoso pittore appartenente alla famiglia fermana degli Azzaro-Azzolino. Sarebbe giunto a loro attraverso l'eredità del cardinale Azzolino, il prelato legato da amicizia alla regina Cristina di Svezia. Il capolavoro, non catalogato, pare sia stato rubato circa una settimana fa. E' di quel periodo la denuncia ai militari effettuata dai proprietari. Per la prossima settimana è prevista la visita in città dei tecnici della Sovrintendenza alle Belle Arti per esaminare il dipinto e la sua autenticità. Pare che ad aver dato un giudizio in tal senso sia stato, tra gli altri anche il critico Vittorio Sgarbi. «Si tratta di una pala d'altare ed è un'opera, quella fermana ha detto il prof. Stefano Papetti, critico d'arte citata da Vittorio Sgarbi nella pubblicazione sul Parmigianino. E' una copia più piccola di quella più famosa ed originale». I carabinieri dovranno ora appurare come il quadro sia giunto nel luogo del ritrovamento e con quali modalità. Per ora, comunque, nessuno è stato iscritto sul registro degli indagati. Il fascicolo aperto presso la Procura della Repubblica di Fermo sarebbe contro ignoti. Tutto farebbe pensare, perciò, che gli inquirenti siano propensi a prendere in considerazione altre tesi piuttosto che quella del furto, ma che attendono di essere in possesso di ulteriori elementi prima di fare specifiche accuse. La vicenda, comunque, non pare di facile soluzione. Intanto si è aperta ieri pomeriggio presso la Biblioteca civica fermana la mostra "Madonne da Raffaello", rassegna di incisioni avente come soggetto la Vergine Maria esposte nel Gabinetto delle stampe e dei disegni della biblioteca.