Entro tre mesi sarà abbattuto il mostro in cemento che dal 1964 occupa e deturpa la baia di Alimuri, sulla costa di Vico Equense. Ieri a Roma a Palazzo Chigi la firma dell'accordo per la definizione degli indirizzi e dei criteri per la salvaguardia, il recupero, la reintegrazione, la riqualificazione e la valorizzazione dell'area, tra il vicepremier e ministro dei beni e le attività culturali, Francesco Rutelli, il presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, il presidente della Provincia, Dino Di Palma, il soprintendente regionale Stefano Di Caro, il Comune di Vico Equense, la Soprintendenza Beni Ambientali e Paesaggistici, e la società Sa.An proprietaria dello scheletro di cemento. Era il 1964 quando il Comune di Vico Equense rilasciò la licenza edilizia per costruire un albergo a pelo d'acqua. Non esistevano, allora, vincoli paesaggistici né la legge Galasso, né il buonsenso necessario per comprendere i rischi conseguenti al via libera per la costruzione, su una spiaggia, di un grande albergo di sei piani, 18 mila metri cubi, 16 metri di altezza su 2000 metri quadri. A ridosso del costone di roccia a strapiombo, sfiorano il bagnasciuga del golfo di Sorrento. Un orrore legale, provvisto di tutte le autorizzazioni. Solo nel 1971 la Soprintendenza ordina la sospensione dei lavori ma il susseguirsi di sentenze del Tar e del Consiglio di Stato la contraddicono. I lavori proseguono, crolla un solaio per la caduta di massi dal costone, il mare corrode pilastri e fondamenta: nell'85 l'area e lo specchio di mare antistante vengono vietati a persone e imbarcazioni. Il divieto sussiste tutt'oggi, regolarmente disatteso. Nel 2003 si riprendono gli incontri tra i soggetti interessati: Regione Campania, Provincia di Napoli, Comune, proprietari. Il problema è la definizione giuridica della faccenda. Di fatto, la società proprietaria ha tutte le carte in regola. Andare a uno scontro legale significherebbe, per lo Stato, non solo perdere la causa, ma rimetterci. La soluzione arriva nella primavera del 2007. Il ministro Rutelli, annunciando la campagna per la salvaguardia e la tutela del paesaggio italiano, inserisce il mostro di Alimuri tra le priorità da risolvere. Si trova un accordo fra tutte le parti. Un milione e 300mila euro costerà l'intervento sull'intera area. Cinquecentomila a carico della Sa.An., il resto sarà diviso a metà tra il ministero e la Regione. Si procederà con il consolidamento della roccia, quindi con la demolizione e lo smaltimento in cave autorizzate dei 18mila metri cubi di cemento. Ai proprietari verrà concessa un'area, compatibile coi criteri paesaggistici, sulla quale edificare l'albergo con la stessa metratura. Indicativamente, sorgerà sulle aree 4 o 5 comprese nel Piano Urbanistico Territoriale, a maggiore espansione urbanistica. «Abbiamo a cuore la Campania e il suo territorio - ha detto Rutelli - Così come abbiamo a cuore i valori e il paesaggio della costa sorrentina». Per Bassolino, «da oggi si comincia a risanare la ferita grave che deturpa il volto della nostra identità nazionale. Questa decisione si inquadra nello sforzo per la demolizione delle torri di Castel Volturno e nel prossimo abbattimento della città abusiva di Casalnuovo». La prossima settimana, a Vico, la stesura del protocollo d'intesa per attuare l'accordo firmato ieri.