Si sono dati appuntamento all'Istituto Universitario Europeo di Fiesole venticinque ministri della cultura appena giunti ieri a Firenze, in vita di una riunione di lavoro in programma per oggi, sotto la presidenza del ministro italiano Giuliano Urbani. Sono i rappresentanti dei quindici Stati membri dell'Unione Europea ai quali i aggiungono gli altri dieci che nella primavera del 2004 ne entreranno ufficialmente a far parte. La scelta «fiesolana», come prima tappa della oro visita fiorentina, non è casuale. Agli ospiti, accolti oltre che dal ministro Urbani anche dal presidente dell'Iue Yves Mény o dal segretario generale Gianfranco Varvesi, è stata infatti illustrata la storia dell'Istituto, fondato nel 1976 e rapidamente diventato uno dei massimi centri culturali di ricerca europei nel campo delle scienze sociali. Vi gravitano oltre 1000 persone, tra le quali 600 ricercatori, 50 docenti e circa 150 membri dello staff. Una ricchezza non solo per gli organismi dell'Ue, ma anche per la stessa città di Firenze. Molte le candidature per i corsi di ricerca post-universitaria, in arrivo da molti paesi e non solo europei, che vengono attentamente selezionale prima dell'ammissione finale. Per i dieci ministri degli Stati europei di nuova adesione è stata dunque una valida occasione per valutare i vantaggi di una partecipazione a pieno titolo all'integrazione culturale comunitaria, nonché a collaborare direttamente con l'Istituto Universitario di Fiesole diventandone membri permanenti, al pari degli altri partners europei già esistenti. Particolare risalto è stato dato al restauro recentemente avviato, grazie in primo luogo al sostegno finanziario dello Stato italiano, della quattrocentesca Villa Salviati, sulle pendici della via Bolognese di fronte alla Badia Fiesolana, dove ha sede l'Iue. Un salvataggio di un prezioso immobile, altrimenti destinato al degrado, acquistato lo scorso anno dallo Stato per soli sedici miliardi di vecchie lire. «E' un grande onore per noi - ci ha detto il ministri Urbani - accogliervi la sede degli archivi storici delle Comunità europee. Seguiremo con grande attenzione, anche come Soprintendenza, la ristrutturazione della villa e la costruzione dei locali per gli archivi. Questi diventeranno un luogo non solo destinato agli studiosi ma necessario allo stesso funzionamento dell'Unione europea». «Stiamo andando avanti - ha poi detto Urbani - secondo i tempi previsti, senza ritardi. Lo Stato italiano finanzia direttamente i lavori di ristrutturazione mentre è grazie ai contributi comunitari che verranno allestiti gli archivi, che comprenderanno ben dieci chilometri di scaffalature. E' un segnale che l'Italia e tutta l'Europa crede e intende investire in organismi di prestigio come l'Iue». Gli ospiti, prima di raggiungere Palazzo Pitti per la cena ufficiale, sono stati accompagnati a visitare la biblioteca («il cuore dell'università» ha sottolineato Mény) dove hanno potuto esaminare i dettagli del progetto «Villa Salvati» ed ammirare il modello in legno e terracotta della statua in bronzo dello scultore Onofrio Pepe, chiamata «La Porta del Mito», che, una volta ultimata, verrà collocata in un'arca dei nuovi insediamenti universitari in costruzione a Novoli. LA PROTESTA NO GLOBAL Una ventina di Disobbedienti di Firenze ha manifestato, ieri pomeriggio, vicino all'Istituto Universitario Europeo di Fiesole dove era in programma la riunione informale tra 25 ministri della Cultura di altrettanti Stati candidati e membri dell'Unione europea. I Disobbedienti, immediatamente bloccati dalle forze dell'ordine, hanno esposto uno striscione con la scritta «L'Europa siamo noi» vicino all'incrocio di una strada di accesso all'Istituto Universitario Europeo di Fiesole, accompagnando slogan al megafono con musica che esce ad alto volume dagli altoparlanti. «Chiediamo e proponiamo - hanno detto i Disobbedienti - ma siamo pronti a lottare per una Europa della libertà e della democrazia cosi come abbiamo fatto da Genova a Cancùn contro il neoliberismo e la guerra globale e permanente, per l'umanità e la democrazia».