Atti vandalici sono stati compiuti da ignoti contro la cinta muraria greca in arenaria costruita nel V-VI secolo, rinvenuta da Paolo Orsi nel 1920, a Vibo Valentia. Con una mazza di ferro hanno divelto 15 blocchi deturpando in maniera irreparabile un manufatto antico, unico in Calabria. Piena di amarezza e di indignazione la reazione dell'archeologa, Maria Teresa Iannelli, ispettrice della Soprintendenza archeologica della Calabria e direttrice del locale Museo. "È giusto che la cittadinanza sappia - ha detto - che gli atti vandalici perpetrati nei confronti di un manufatto, unico in Calabria, e storicamente rilevante, avrà effetti devastanti per l'arte e la storia vibonese. Non riesco a capacitarmi del perché ignoti, ma non è questo il termine esatto per definire queste persone, abbiano sfogato la loro rabbia, ignoranza e stupidità contro un patrimonio artistico, culturale e storico, appartenente a tutti i vibonesi e non solo".
VIBO VALENTIA.Danneggiata la cinta muraria greca a Vibo
Atti vandalici sono stati compiuti da ignoti contro la cinta muraria greca in arenaria costruita nel V-VI secolo, rinvenuta da Paolo Orsi nel 1920, a Vibo Valentia. Con una mazza di ferro hanno divelto 15 blocchi deturpando in maniera irreparabile un manufatto antico, unico in Calabria. Piena di amarezza e di indignazione la reazione dell'archeologa, Maria Teresa Iannelli, ispettrice della Soprintendenza archeologica della Calabria e direttrice del locale Museo. "È giusto che la cittadinanza sappia - ha detto - che gli atti vandalici perpetrati nei confronti di un manufatto, unico in Calabria, e storicamente rilevante, avrà effetti devastanti per l'arte e la storia vibonese. Non riesco a capacitarmi del perché ignoti, ma non è questo il termine esatto per definire queste persone, abbiano sfogato la loro rabbia, ignoranza e stupidità contro un patrimonio artistico, culturale e storico, appartenente a tutti i vibonesi e non solo".
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