VENERDÌ, 20 LUGLIO 2007 LA REPUBBLICA - Roma Dopo un anno di scavi scoperti i resti della villa delle Vignacce Un "gioiello" del I secolo è venuto alla luce nel parco degli Acquedotti, zona Cinecittà. Si tratta di ambienti termali e residenziali dellantica villa delle Vignacce, una delle più grandi e storiche della Roma imperiale. E, a riportarla in superficie, è stato un progetto diretto dallarcheologo americano Darius Arya, patrocinato dalla soprintendenza comunale e realizzato dallAmerican institute for roman cultur dellAmerican Express che ha stanziato 75mila euro. Tre piani, perfettamente conservati, formano il complesso termale. «Due sono già emersi - ha spiegato larcheologa Dora Cirone che ha partecipato ai lavori insieme ad Alessio De Cristoforis e ad un team di venticinque studenti americani - e un terzo sta venendo alla luce proprio ora. Si tratta molto probabilmente di ambienti di servizio in cui lavoravano gli schiavi». Un complesso, situato in unarea che fino ad oggi era sconosciuta, che per altro era stato sontuosamente decorato con arredi e rivestimenti in marmo: durante i lavori sono stati infatti rinvenuti capitelli, colonne, semicolonne, capitelli di lesena, frammenti di statue e rilievi. Ma anche alcuni mosaici pavimentali: quelli fatti di tessere bianche e nere con decori a motivi geometrici e quelli in piastre vitree con palme e altri elementi vegetali di colore verde e giallo. Durante gli scavi, iniziati ormai un anno fa, è stato inoltre notato che nel corso dei secoli nellarea termale della villa delle Vignacce (di cui fu proprietario anche Quinto Servilio Pudente, ricco possidente di fabbriche laterizie) sono stati realizzati diversi interventi di ristrutturazione a cui sono seguite poi anche cambi di uso. Se infatti i primi ritocchi sono da collocare in età adrianea, altri risalgono agli ultimi decenni del II secolo o al più tardi ai primi del III. La trasformazione in una struttura fortificata, come dimostrano la chiusura di quasi tutte le porte e delle finestre, è invece successiva e potrebbe essere attribuibile ai Goti che, in occasione dellassedio a Roma, stanziavano proprio nella vicina zona di Torre del Fiscale.