Accordo a Roma tra ministero e Regione: ruspe sullo scheletro di cemento della penisola sorrentina -------------------------------------------------------------------------------- Arrivano le ruspe ad Alimuri. Laccordo, annunciato da "Repubblica", è firmato: demolizione entro fine ottobre. Tre mesi di tempo e i 18 mila metri cubi di cemento armato e ferro dellalbergo mai nato verranno polverizzati. Abbattuti. Dimenticati. Il ministro dei Beni culturali, Francesco Rutelli, e il presidente della Campania, Antonio Bassolino, ieri, a Palazzo Chigi, hanno siglato un accordo definitivo. Il piano si svilupperà in quattro fasi: abbattimento, delocalizzazione della struttura, consolidamento del costone di roccia, riqualificazione dellarea. Sul litorale di Vico Equense, nella conca di Alimuri, doveva nascere un hotel extralusso: cinque piani e cento camere a pelo dacqua. Ora, invece, dopo Fuenti e Villaggio Coppola, un altro scheletro di cemento in abbandono viene depennato dalla lista nera degli 11 ecomostri italiani. Dopo quarantanni di battaglie, i tempi dovrebbero essere rapidissimi. «Lecomostro potrebbe essere tirato giù entro la fine di ottobre», assicurano il ministro e il governatore. Labbattimento costerà 1 milione e 100 mila euro e le spese saranno divise tra la società titolare delledificio, il ministero dei Beni culturali e la Regione. In particolare, la società darà 500 mila euro e il resto della spesa verrà divisa a metà tra le istituzioni. Lintervento per la messa in sicurezza del costone, che si trova alle spalle della struttura, riguarderà una superficie lunga 170 metri e alta 90. E il ministero per lAmbiente ha promesso appoggio ed aiuto economico. «Sosterremo lopera labbattimento dello scheletro di Alimuri con una somma non inferiore ai 200.000 euro, destinata al consolidamento del costone roccioso», annuncia il ministro dellAmbiente Alfonso Pecoraro Scanio A giorni verrà aperta la gara, subito dopo lestate il via alle ruspe. Unoperazione molto delicata. Non sarà facile rimuovere in quel punto così particolare, sotto la roccia instabile, a livello del mare, quei cinque piani di cemento. Alla Sa.An, la società titolare dellalbergo in via di demolizione, sarà concesso di costruire un altro hotel sempre a Vico. Larea sarebbe già stata decisa: a sinistra della discesa alla spiaggia di Seiano (zona compatibile e già prevista nel Prg). «Sarà nel Comune di Vico e non sul mare o in zona vincolata. I legittimi proprietari della struttura, che a suo tempo ebbero tutte le autorizzazioni - spiega Rutelli - hanno accettato la demolizione prima ancora di sapere quando e in quale zona potranno costruire il loro albergo. E questo mi sembra un fatto estremamente importante». Lodissea giudiziaria dellalbergo di Alimuri comincia 43 anni fa: nel 1964 la Sa.An ottiene tutte le autorizzazioni, rinnovate tre anni più tardi. Nel 1971 la sovrintendenza ordina la sospensione dei lavori e il Comune chiede la demolizione. Comincia il lungo braccio di ferro. Nel 1986 i lavori vengono definitivamente sospesi. Ledificio è abbandonato al degrado e diventa una discarica. Col tempo la pericolosità aumenta. Cadono massi del costone e il mare continua a mangiarsi la roccia. «Abbiamo abbattuto le torri di Castelvolturno - ricorda Bassolino - e stiamo abbattendo una città abusiva a Casalnuovo». Soddisfatto del lavoro di collaborazione Rutelli. «Erano 40 anni che aspettavamo di togliere di mezzo questo ecomostro - dice - ora uno dei tratti più belli delle coste italiane potrà tornare al godimento dei turisti anziché al degrado».