Di giri di vite annunciati sulla tutela del paesaggio italiano dal ministero dei Beni culturali ne sono arrivati sempre molti. Ma basta vedere le iniziative che via del Collegio romano ha messo in cantiere sul fronte normativo per capire che la campagna in difesa del paesaggio stavolta è cominciata in modo concreto. A partire da un disegno di legge per il rafforzamento della tutela, che prevede l'inasprimento delle sanzioni penali in materia di reati contro il paesaggio, per proseguire con la predisposizione di un nuovo decreto legislativo di revisione del Codice dei Beni culturali in particolare per la parte relativa alla tutela dell'ambiente paesaggistico. Tutto bene fin qui, figuriamoci. Solo che chi predica durezza per chi oltraggia il paesaggio italiano dovrebbe come minimo dare l'esempio. E da questo punto di vista scelte e comportamenti dei piani alti dei Beni culturali lasciano molto perplessi. A voler tacere il caso di altissimi dirigenti, soprintendenti addirittura, indagati per abusi edilizi (e nemmeno sospesi dall'incarico) si potrebbe obiettare a Rutelli il fatto che nella riforma del ministero tutti i poteri di vincolo e intervento sulla tutela del paesaggio sono stati tolti alle sovrintendenze locali e dirottati alle direzioni regionali (di nomina politica e dunque strutturalmente più inclini ad assecondare l'input dei poteri forti). Si potrebbe rimproverare ancora al ministro che in termini di trasparenza e di dignità è stato grave che lo scempio consumato sul Vittoriano non solo sia stato autorizzato dalla direzione regionale e dalla soprintendenza di Roma, ma sia stato addirittura eseguito dai responsabili di questi uffici. Situazioni anomale e così gravi che però non sembrano meritare la censura di organi come il Consiglio superiore dei Beni culturali.
Beni culturali .IL MINISTRO PREDICA BENE, MA LA SUA RIFORMA CONSENTE GLI ABUSI. Tutela del paesaggio, Rutelli incoerente
Il ministero dei Beni culturali ha annunciato una serie di iniziative per tutelare il paesaggio italiano. Il ministro Rutelli ha proposto un disegno di legge per rafforzare le sanzioni penali per reati contro il paesaggio e ha iniziato la preparazione di un nuovo decreto legislativo per revisionare il Codice dei Beni culturali. Tuttavia, alcuni dirigenti del ministero sono stati indagati per abusi edilizi e sono stati accusati di non aver seguito le norme per la tutela del paesaggio. La situazione è stata descritta come anomala e grave, ma non sembra che sia stata condannata pubblicamente.
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