Sarà che si parla di Eracle. Ma certo, ammette il restauratore Tuccio Sante Guido, la fatica è stata tanta. Per riportare al suo antico splendore l'Eracle di Veio, superba espressione dell'arte etrusca, ci sono voluti 4 anni. Più tempo e più lavoro rispetto al restauro dell'Apollo, tornato tre anni fa nel museo di Villa Giulia. Ma ne valeva la pena. «Una fatica coronata da un immenso successo », sorride il ministro della cultura Rutelli. E un passo di più nel progetto per riqualificareVeio, la grande nemica di Roma. Spettacolare nella sua forza mentre fronteggia Apollo, la cerva dalle corna d'oro stretta fra le gambe, l'Eracle di Veio risplende in tutta la sua bellezza, nel salone al primo piano del museo. È stato un restauro «classico, eseguito secondo le direttive di Cesare Brandi e dell'istituto centrale di restauro», fa notare Sante Guido, in collaborazione anche con una equipe de La Sapienza guidata da Maurizio Diana. Mosse delicatissime, tutte filmate millimetro per millimetro, per non intaccare i colori. E quello che balza agli occhi sono proprio loro, i colori, riportati miracolosamente alla luce. Al gruppo, spiega la soprintendente Annamaria Moretti, manca ancora Hermes, di cui restano la splendida testa e parte del corpo, ma è solo questione di tempo, perchè ci saranno nuovi restauri. E la Federtabaccai, sponsor già del restyling dell'Apollo come di questo dell'Eracle non si tira indietro. «Siamo interessati a partecipare ad altri restauri», dice il presidente nazionale Giovanni Risso. Appena possibile, si sposteranno nella vicina villa Poniatowski i materiali di Latium Vetus e quello che riguarda Veio, statue comprese, verrà ospitato nel braccio destro di Villa Giulia.
Villa Giulia, Ercole ritrova Apollo. Restaurato l'Eracle di Veio
Il restauratore Tuccio Sante Guido ha lavorato per 4 anni per riportare al suo antico splendore l'Eracle di Veio, un'opera etrusca del museo di Villa Giulia. Il restauro è stato coronato da un grande successo e ha contribuito al progetto per riqualificare Veio, la città nemica di Roma. L'opera è stata restaurata seguendo le direttive di Cesare Brandi e dell'istituto centrale di restauro, con la collaborazione di una squadra di La Sapienza guidata da Maurizio Diana. I colori dell'opera sono stati riportati alla luce con mosse delicatissime, filmate millimetro per millimetro.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo