Il cantiere della struttura che prevedeva cento stanze, piscina olimpionica e minigolf senza rispetto per la spiaggia di Vico Equense, era stato aperto con una regolare licenza del 1964, ma il Comune della costiera laveva definitivamente bloccato, dopo una serie di rinvii e sospensioni del Tar, nel 1986, per lalto rischio di dissesto del costone retrostante, che misura circa 400 metri. Il grande incompiuto di cemento era entrato nella lista degli undici ecomostri italiani, insieme a Fuenti e Villaggio Coppola diffusa dal ministero dellAmbiente nel 2003, e contemporaneamente il costone veniva inserito in unaltra spiacevole classifica, quella delle zone ad alto rischio decisa dallautorità di Bacino del Sarno. Da allora, preso periodicamente di mira dai blitz di Goletta Verde e Legambiente, Alimuri attendeva le ruspe, che ora finalmente, dopo ventanni e dopo la caduta dei mostri del litorale domizio e quello di Vietri, arriveranno anche in costiera. A deciderne tempi e modalità saranno oggi alle 15 il ministro per i Beni Culturali Francesco Rutelli, il soprintendente ai Beni architettonici di Napoli Enrico Guglielmo, il soprintendente regionale Stefano De Caro, gli assessori allUrbanistica della Regione e della Provincia, il sindaco di Vico Equense e i rappresentanti della società costruttrice dellalbergo Saan. Insieme firmeranno laccordo per demolizione e delocalizzazione. Prima di avviare le procedure per labbattimento del rudere, alla quale provvederà il ministero, dovrà essere portata a termine la messa in sicurezza del costone, di cui si farà carico la società costruttrice. Il Comune ha già individuato la nuova area compatibile e già prevista nel Prg dove sorgerà lalbergo, a sinistra della discesa alla spiaggia di Seiano. Loperazione di delocalizzazione della volumetria alberghiera, che incontra il favore del sindaco di Vico, Gennaro Cinque, si annuncia rapida: i posti letto sono già inclusi nel piano regolatore di Vico e non occorreranno modifiche al Put. Subito dopo lestate, quindi, partiranno i lavori di consolidamento dei quattrocento metri di costone. Un costone che crea molti problemi ai sindaci della costiera, diviso tra il territorio di Vico e quello di Meta di Sorrento. In questultimo comune resta pericolante per circa venti metri, area nella quale - complice limpossibilità di accedervi per il rischio che comporta - si svolge lo spaccio della droga gestito in parti uguali dai clan di Ponticelli e Barra. Al rischio delinquenza si aggiunge quello della sicurezza dei bagnanti. Martedì un masso del diametro di una settantina di centimetri si è staccato e sarebbe caduto sulla spiaggia se non fosse stato bloccato dalle opere di protezione che sono in corso di realizzazione. Per fortuna nessuno aveva violato la zona di sicurezza del cantiere. Il sindaco di Meta, Bruno Antonelli, ha disposto la rimozione e il transennamento dellintera area confinante con quella dei lavori in corso.