Chiuderà o sarà accorpata ad altri uffici la Soprintendenza per i beni artistici e storici di Modena e Reggio? La voce periodicamente ritorna, ma ora c'è la "soffiata" di un dipendente del Ministero per i beni e le attività culturali (MiBac) che dimostra di conoscere a fondo la macchina organizzativa. A Roma lo schema della nuova organizzazione ministeriale è stato sottoposto il 15 giugno al Consiglio dei ministri e ora viene trasmesso al Consiglio di Stato e alle commissioni parlamentari. Potrebbe dunque essere modificato ma già così, secondo le indiscrezioni, per la nostra soprintendenza, forse la più piccola in Italia, potrebbe esserci - il condizionale è d'obbligo - in vista un accorpamento o con quella di Parma e Piacenza o con quella di Bologna e la Romagna. Al Mibac, alla ricerca di conferme, tra l'altro invitano a soppesare le parole del sottosegretario Andrea Marcucci che in una recente intervista ha dichiarato che «gli obiettivi fondamentali della riforma sono razionalizzazione e maggiore efficienza». Nel caso dunque potrebbe nascere un ufficio statale che si occuperebbe sostanzialmente dell'Emilia affiancato ad un altro che al Mibac viene identificato come quello della "Delegazione Pontificia" perché copre le città (il capoluogo regionale, Ferrara, Ravenna, Rimini) che facevano parte dello Stato della Chiesa. Tra le ipotesi giunte alla Gazzetta anche la possibilità che l'ufficio sia soppresso -vorrebbe dire quasi solo una perdita delle funzioni e dello scranne di soprintendente perché il personale statale, a meno che non lo voglia il singolo, non può essere spostato dal proprio luogo di lavoro -ipotesi che francamente sembra altamente improbabile non tanto per la quantità di illustri studiosi passati per il Palazzo dei Musei - due nomi su tutti: Rodolfo Pallucchini e Adolfo Venturi - ma perché qui è collocata anche la Galleria Estense divenuta di proprietà dello Stato nel 1889. E' un museo che - scrive l'ex direttrice Maria Grazia Bernardini in una recente guida Silvana Editoriale prima di lasciare il posto all'attuale direttore Angelo Mazza - non è "solo" una quadreria con Bernini, Velàzquez e Guercino, ma una raccolta principesca che «l'attuale esposizione, per mancanza di spazio, non offre una panoramica esaustiva delle migliaia di opere custodite nel museo e medagliere Estense, ma ne presenta i capolavori». Dal dicastero retto da Rutelli passeranno dunque anche le sorti di Modena, termina la confidenza, ma ogni decisione sarà presa solo dopo l'approvazione definitiva della "controriforma". Anche quelle sugli 11 vincitori del concorso per soprintendenti: uno di loro sarà destinato qui se l'ufficio non subirà rivoluzioni? Conviene chiedere direttamente al primo classificato: «Fare il soprintendente nella città estense? Non mi dispiacerebbe di certo - dice Luigi Ficacci, già responsabile dell'ufficio di tutela di Lucca e Massa Carrara - la vostra realtà gode di buona salute. Pensi che io dal 1980 al 1984, ai tempi del restauro della cattedrale romanica, ero stato comandato come ispettore di prima nomina proprio della vostra città. Avevo la responsabile del territorio di Reggio e ricordo che avevo la possibilità di operare con continuità sul territorio e tutelare le opere d'arte». Ficacci ha una buona opinione della nostra città: «La funzionarla reggente Maria Grazia Bernardini e l'attuale soprintendente ad interini Serenita Papaldo, con cui ho anche lavorato a stretto gomito, sono due ottime conoscitrici del ministero e della sua storia ed entrambe mi hanno ben parlato del loro periodo in città e di come siano state ben accolte dalle strutture locali con cui il mondo dell'arte deve interagire».