CON LA RECENTISSIMA firma dell'accordo per l'allontanamento delle caserme dal centro storico di Pisa si sono aperte concrete possibilità di fare dei Lungarni un polo turistico da aggiungere al Duomo. Ci vorrà del tempo, è ovvio. Ma la strada imboccata conduce proprio in quella direzione. Realizzando infatti la "porta" della città nell'ampia area della Piazza d'Armi sulla via Aurelia, i Lungarni non saranno più una lontana periferia della Torre, raggiunta solo da pochi visitatori. Il loro destino è piuttosto quello di divenire un centro di attrazione turistica a pieno titolo, ben integrato con la piazza del Duomo e ad essa complementare. Altrettanto dotato di peculiarità di grande livello culturale. CON LA RECENTISSIMA firma dell'accordo per l'allontanamento delle caserme dal centro storico di Pisa si sono aperte concrete possibilità di fare dei Lungarni un polo turistico da aggiungere al Duomo. Ci vorrà del tempo, è ovvio. Ma la strada imboccata conduce proprio in quella direzione. Realizzando infatti la "porta" della città nell'ampia area della Piazza d'Armi sulla via Aurelia, i Lungarni non saranno più una lontana periferia della Torre, raggiunta solo da pochi visitatori. Il loro destino è piuttosto quello di divenire un centro di attrazione turistica a pieno titolo, ben integrato con la piazza del Duomo e ad essa complementare. Altrettanto dotato di peculiarità di grande livello culturale. di Palazzo Giuli (in via di ultimazione), di palazzo Reale e infine con il Museo degli Strumenti per il Calcolo. Quest'ultimo, anche se non vi si affaccia direttamente, dista poche decine di metri dal Lungarno Simonelli e lo si può considerare a pieno titolo facente parte del sistema museale dei Lungarni. FRA L'ALTRO, pur partito in sordina, gode un certo successo di pubblico. In prospettiva sono poi destinati a ospitare iniziative culturali sia il complesso degli Uffizi Pisani (ex Intendenza di Finanza) sia il Teatro Rossi, in piazza Carrara. C'è tanta carne al fuoco, insomma. Per questo Pisa non può permettersi di ammainare la bandiera su uno dei suoi musei. Anche se scarsamente visitato, anche se per ora lontano dal grande giro che ruota intorno alla Torre e gratifica soprattutto le sedi espositive della piazza del Duomo, palazzo Reale deve rimanere aperto. E il problema non riguarda soltanto il ministero dei Beni Culturali da cui, tramite la Soprintendenza pisana, dipende. Certo, se i custodi non ci sono non si possono creare dal nulla. Ma una soluzione che tamponi l'emergenza estiva può essere trovata. Con il volontariato, con le tante società di servizi che operano in ambito comunale o anche mettendo in conto alla città qualche assunzione temporanea. Avere ottenuto il trasferimento delle caserme dal centro storico è stato indubbiamente un successo e apre davvero una prospettiva nuova e migliore per Pisa. Ma lasciare chiuso proprio ora il museo di Palazzo Reale sarebbe come aver rinunciato a firmare l'accordo perché non si trovava la penna.