Una nuova ondata di ponteggi è in arrivo sui monumenti romani. Ponteggi con pubblicità, i più richiesti e ghiotti, soprattutto per statue e fontane, peraltro non ancora autorizzati: da Giordano Bruno al Pasquino. Ma anche ponteggi privi di pubblicità, per i restauri invece già autorizzati e finanziati dal ministero dei beni culturali, per scale, facciate, coperture, mura, ville e chiese in gran numero: dal Vittoriano a San Pietro in Vincoli. In più i ponteggi che già ci sono, dal Foro Italico alle piazze del centro. Ed è di nuovo polemica, come quella appena innescata dalla ripresa degli eterni lavori sull'obelisco «Sallustiano» di Trinità dei Monti, di nuovo impacchettato: un fronte diviso tra chi non vede alternativa a questa tassa da pagare pur di restaurare monumenti altrimenti privi di finanziamenti ad hoc e chi denuncia invece un uso strumentale dei restauri con tempi ad uso e consumo degli inserzionisti pubblicitari. Dice l'ex sovrintendente archeologico Adriano La Regina: «Ci sono spesso interventi capziosi, bisognerebbe contrastare un uso illecito dei monumenti ma nessuno lo fa...». Osserva il sovrintendente Claudio Strinati: «Occorre che ci sia una corrispondenza esatta tra il restauro necessario e le affissioni. Solo così si possono evitare tentativi truffaldini. Insomma contenere i tempi nel giusto. Alla giusta durata deve provvedere il doppio controllo previsto, del Ministero e del Comune. Quanto al fatto che questi restauri vadano fatti non ho grandi obiezioni...». Ponteggi e maxi-pubblicità incalzano intanto nuovi monumenti della città come la statua di Giordano Bruno a Campo de Fiori, la statua del Belli a piazza Sonni-no, gli «angeli» di Ponte Vittorio, la fontana di Sant'Andrea della Valle, quella davanti alla Bocca della Verità, l'altra del Tritone e l'altra ancora davanti al Pantheon. Questa lista è stata appena inoltrata dal ministero dei beni culturali, ufficio del sovrintendente regionale Luciano Marchetti, alla sovrintendenza ai monumenti del Comune di Roma, ufficio del professor Eugenio La Rocca. Propositrice: una società impegnata sul fronte delle pubblicità temporanee. «Dobbiamo valutarne l'impatto, però ricordiamoci che noi non possiamo finanziare tutti i restauri necessari», spiega Luciano Marchetti. Problematico il suo interlocutore La Rocca che aggiunge: «Alcuni di questi monumenti sono stati già restaurati di recente: col Giubileo, Giordano Bruno e gli angeli, nel '95 la fontana alla Bocca della Verità, nel '97 la fontana di Sant'Andrea della Valle, nel '98 il Tritone. Insomma, non sono restauri urgenti. Parliamo semmai di maquillage, che certamente con lo smog cittadino è sempre utile e necessario. Insomma, dobbiamo valutare meglio la proposta, che ci è appena giunta, anche alla luce delle ipotesi di tempo previste. Non ci vogliamo certo imbarcare in tempi chissà quanto lunghi...». Non è l'unica proposta avanzata: anche l'Associazione del centro storico si è fatta avanti patrocinando il restauro di quattro delle più famose «statue parlanti» cittadine: il celebre Pasquino (sul retro spezzato di Palazzo Braschi) insieme al Facchino incassato nel palazzo del Banco di Roma, Madama Lucrezia posta nell'angolo interno di piazzetta San Marco e l'Abate Luigi nell'area di Sant'Andrea della Valle. Insomma quattro pilastri del cosiddetto «congresso degli arguti» cui erano riferite le invettive in forma di dialogo note come pasquinate. «Però i fondi raccolti bastano appena per un solo restauro - constata il professor La Rocca -. Perciò ci occuperemo del solo Pasquino...». Già impacchettato da tre mesi è invece l'obelisco del Foro Italico su cui il Coni ha avviato un restauro che prevede una lunga sponsorizzazione pubblicitaria, che ora il Coni chiede di portare a ben 28 mesi: questa la richiesta fatta alla Sovrintendenza statale ai monumenti e ora al vaglio del Campidoglio. L'intervento, la cui fine dovrebbe scattare nel lontano luglio 2009, riguarda oltre all'obelisco anche i mosaici interni del Foro Italico e la Fontana della Sfera, e prevede la possibilità di una «chiusura a scomparsa» sul lungotevere. Altri interventi in corso, oltre a quelli degli obelischi (in questo momento, oltre al Sallustiano e a quello del Foro Italico, anche il Lateranense), interessano le fontane di piazza Farnese e quella dei Fiumi a piazza Na-vona, sulla quale si sta ipotizzando anche un'ulteriore stanziamento accompagnato dal logo pubblicitario dello sponsor. Ponteggi e ancora ponteggi, dunque, con la lunga sfilza di quelli infine, privi di pubblicità, previsti dalla programmazione triennale di restauri e interventi appena varata, con decreto ministeriale del 19 giugno, dal ministero dei beni culturali. Lungo l'elenco delle chiese in cui stanno per iniziare lavori importanti: l'ex chiesa di Santa Marta al Collegio Romano, SS. Nereo e Achilleo a Caracalla, Spirito Santo dei Napoletani a Via Giulia, Santa Caterina dei Funari a via Caetani, Sant'Agostino, Sant'Anastasia al Palatino, la Chiesa del Gesù, Santa Maria in Celsano, San Pietro in Vincoli. Ma i lavori torneranno anche a Palazzo Venezia, dove c'è da restaurare lo scalone centrale. E poi interventi corposi a Villa Strohl-Fern, Palazzo Baldassini alle Coppelle, Vittoriano, Villa Borghese (la Fonte Gaia), Castel Sant'Angelo (un pezzo delle Mura), il Ninfeo di Villa Giulia, il Fabbricato di Paolo IV nel Quirinale.
Per Bruno e Pasquino ora arriva lo sponsor
Una nuova ondata di ponteggi sui monumenti romani sta arrivando, sia con pubblicità che senza. I restauri sono finanziati dal ministero dei beni culturali e sono previsti per la programmazione triennale. La polemica riguarda l'uso strumentale dei restauri per pubblicità e la necessità di un controllo più stretto. I ponteggi sono stati autorizzati per statue, fontane e altri monumenti, ma alcuni critici sostengono che alcuni interventi non siano urgenti e che i restauri siano solo "maquillage". La Sovrintendenza statale ai monumenti ha richiesto di portare a 28 mesi la sponsorizzazione pubblicitaria per il restauro dell'obelisco del Foro Italico. Altri interventi in corso includono la restaurazione di chiese e palazzi.
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