Trovati 2 milioni di euro in men che non si dica. "Un miracolo", come ha detto anche l'arcivescovo di Pisa, mons. Alessandro Plotti. Sono quelli che il ministro per i beni culturali Francesco Rutelli ha messo a disposizione della soprintendenza per ricostruire il campanile della basilica di San Piero a Grado, abbattuto dalle truppe tedesche in ritirata il 22 luglio 1944. Il progetto c'è ed è auspicabile che entro un anno possano iniziare i lavori. Ma i miracoli possono accadere solo se dietro c'è un grande lavoro di squadra. Senza tralasciare e merita il gradino alto il comitato per la valorizzazione della basilica di San Piero a Grado che lotta da anni anche sulla necessità di ricostruire il campanile. «Ero scettico ha detto l'arcivescovo Plotti. L'impresa appariva ardua e molto costosa. Se non ci fosse stato l'intervento del ministero sarebbe stato difficile reperire cifre così consistenti. C'è voluta tutta la caparbietà del comitato. Confesso tutta la mia perplessità quando abbiamo varcato la soglia di via del Collegio Romano e abbiamo salito le scale per portarci nel solito Santuario, sapendo poi che non c'era più Sgarbi che era un mio sostenitore... Invece ci siamo trovati davanti a un capo di gabinetto che si è subito sbilanciato. È stato bello per noi godere di questo miracolo. Non pensavo davvero che il ministero si addossasse in toto la spesa per la ricostruzione del campanile. C'è sicuramente chi ha lavorato ai fianchi (il soprintendente, ma anche il vice presidente della Regione Federico Gelli; ndr). La basilica sarà dunque completata e tornerà alla sua antica bellezza. Qui da secoli, sicuramente a iniziare dal III, si venerano San Pietro e gli apostoli. Il 2008 è stato dichiarato dal Papa l'anno Paolino: ecco che capita a proposito l'occasione per rilanciare la basilica più insigne e importante dopo la cattedrale di piazza dei Miracoli». Soddisfazione è stata espressa poi dal sindaco Fontanelli, dal vice presidente della Regione Gelli, oltre che naturalmente dal soprintendente Malchiodi e da monsignor Stefanini. «Chiederemo ha detto il sindaco che la basilica di San Piero venga riconosciuta come patrimonio dell'Unesco». È dal 2000, anno del Grande Giubileo, che il soprintendente Malchiodi ha sciolto le riserve sull'opportunità del completamento della ricostruzione del campanile della basilica in vista anche della valorizzazione del complesso dove è situato il centro "Enrico Avanzi" dell'Università di Pisa e conducendo una campagna di tutela diretta e indiretta, in accordo con il Comune (attenzione, presto saranno messi anche nuovi vincoli paesaggistici per chi ha intenzione di costruire nella zona). Da qui, poi, nel 2005, su proposta dell'arcivescovo Plotti è nato il comitato d'onore per la ricostruzione del campanile. Quella torre frutto della Pisa guerriera II campanile della basilica di San Piero a Grado, attraverso le fotografie che ne restano, ci da l'idea di torre possente più che di raffinata bellezza: è frutto più della Pisa guerriera che della Pisa culla di arti progredite nella pittura e scultura. Ma è stato per 650 anni circa il custode della basilica, indicandone l'ubicazione già da lontano al viaggiatore di terra o di mare. È stato sentinella per avvistare navi che si fossero avvicinate con intenzioni ostili ai lidi pisani, e questo in dialogo con la torre della Meloria e con la stessa torre campanaria della cattedrale. Le guerre, sempre terrificanti e micidiali, non hanno mai rispettato né persone né cose. Più che l'usura del tempo e l'incuria degli uomini, le guerra hanno depauperato patrimoni immensi all'umanità e continuano a farla tutt'oggi. Frutto di guerra è anche, purtroppo, la distruzione dello storico campanile di San Piero a Grado: il 22 luglio 1944 fu minato alla base e distrutto. Monsignor Mario Stefanini "COM'ERA DOV'ERA" PISA. La basilica di San Piero a Grado è uno dei monumenti più insigni dal punto di vista storico e religioso che esistono sul nostro territorio. Durante l'ultima guerra, esattamente il 22 luglio 1944, le truppe tedesche in ritirata vollero lasciare un brutto ricordo del loro passaggio e fecero crollare la bella torre e danneggiarono in parte la basilica millenaria. La ricostruzione della torre, iniziata nel 1953 per opera della Soprintendenza, venne interrotta per mancanza di finanziamenti, quando ormai la costruzione si trovava a sei metri di altezza: la stessa di adesso. Nel 2002 il soprintendente Guglielmo Malchiodi redasse il progetto preliminare per il completamento della ricostruzione del campanile a firma di Rosa Mezzina, con la consulenza del prof . ing. Antonio Grasso del Comune di Pisa per l'impiantistica, e del prof. ing. Giovanni Finzi Contini dell'Università di Firenze per le indagini geognostiche. Il dibattito sull'opportunità di una ricostruzione "com'era dov'era", sorto in seguito agli infausti eventi degli anni Novanta come l'incendio della Fenice di Venezia, gli attentati alla caserma dei Georgofili a Firenze, a San Giovanni al Velabro e a San Giovanni in Laterano a Roma, ha portato al superamento della demonizzazione di "falso storico". Personaggi illustri, intellettuali, addetti ai lavori come Umberto Eco, Massimo Cacciari, Paolo Marconi hanno riconosciuto la plausibilità della ricostruzione. La ricostruzione del campanile della basilica di San Piero a Grado "com'era dov'era" diventa quindi operazione culturale di grande attualità. Il completamento della ricostruzione della torre campanaria è da interpretarsi come restauro paesaggistico.