Esposta in un loft l'opera proibita dal sindaco Moratti. Nel bene e nel male, Milano non è Milano. Non è la città tirata a lucido nelle settimane della moda, ma nemmeno quella, sguaiata e bacchettona insieme, rappresentata dalle istituzioni cittadine in questi giorni. La mostra «Vade Retro. Arte e omosessualità», definitivamente annullata sabato dal Comune per la presenza di due opere particolarmente «offensive» della morale comune («una decisione di Suor Letizia» ha tuonato polemicamente l'assessore alla Cultura Vittorio Sgarbi), non ha colpito più di tanto i milanesi. Che, con buono spirito meneghino, hanno già trovato la soluzione. La scultura Miss Kitty di Paolo Schmidlin, raffigurante papa Ratzinger in autoreggenti e perizoma, una delle due opere incriminate, è d'altronde nata a Milano, nel centralissimo atelier dell'artista, in piazza Vetra. E il Comune l'ha acquistata per venticinquemila euro. Ora comincia un giro nei «nuovi salotti» della città. Prima tappa mercoledì 25 in un loft in zona Forlanini. «Una cena-evento dal titolo "Vietato vietare" - spiegano David Parenzo e Alessandro Aleotti, gli organizzatori - con la scultura e l'autore, in cui si potrà osservare l'opera e fare quattro chiacchiere». Nessuna presa di posizione pro o contro la decisione della Moratti di censurare la mostra, ma semplice «curiosità». «Vogliamo regalare alla città qualche ora che la renda degna di un futuro più intelligente», dicono. Aleotti è talmente convinto che Milano non sia quella rappresentata, che ha fondato un sito, www.milania.it, per dare spazio alla società che lui definisce «post-novecentesca». «L'opinione pubblica che viene evocata nella vicenda Sgarbi-Moratti non esiste in natura - ci spiega -. Non ci sono i benpensanti che si scandalizzano per una mostra provocatoria, salvo due o tre vecchietti che hanno come loro passatempo scrivere lettere indignate ai giornali o telefonare in diretta ai programmi delle tv locali. Non ci sono nemmeno coloro che pensano che una mostra sull'omosessualità rappresenti una grande conquista civile, a meno che non abbiano aperto un frigorifero con persone chiuse lì dentro da più di 30 anni...». Insomma, una città formata da reti informali dove le persone si incontrano e capiscono che quello che il circuito politico-mediatico sta mostrando in questi giorni è «una burla». Il tutto all'insegna del più completo «disincanto», spiega Aleotti. L'idea è venuta a Parenzo, istrionico conduttore delle trasmissioni politiche di Telelombardia. «Alla fine di una puntata dedicata al tema della censura, ho proposto a Schmidlin di mettere a disposizione l'opera e organizzare una festa - spiega ora -. Ne ho parlato con Aleotti che ha un bel loft e son partiti gli inviti via sms». Semplice curiosità, ripetono. Non è un endorsement, per le posizioni di Sgarbi, nonostante quel «Vietato vietare» che campeggia in maiuscolo negli sms di invito. «Ma figuriamoci - dice Parenzo -: il Comune ha tutto il diritto di scegliere quali mostre sostenere. Basta col buttare sempre tutto in politica, ò di qua o di là. Non è possibile che anche la cultura e l'arte siano di destra o di sinistra. Altrimenti ha ragione De Michelis quando parla di bipolarismo bastardo». Papa Ratzinger nelle vesti di una vecchia cocotte in abiti discinti sarà quindi visibile. Resta da capire se poi dal 2 agosto in poi l'opera seguirà la mostra a Napoli (anche se ieri il sindaco Iervolino ha frenato: «Francamente - ha detto - il Papa in mutande... non mi pare il caso») o se diventerà un simbolo dei nuovi «salotti» milanesi.
Finisce in salotto il Papa censurato da "suor Letizia"
La mostra "Vade Retro. Arte e omosessualità" è stata annullata dal Comune di Milano per la presenza di due opere considerate offensive. Tuttavia, l'artista Paolo Schmidlin ha deciso di esporre la scultura "Miss Kitty", che rappresenta papa Ratzinger in autoreggenti e perizoma, in un loft di Milano. La scultura è stata acquistata dal Comune per venticinquemila euro e ora sarà esposta in un evento di cena e discussione dal titolo "Vietato vietare". Gli organizzatori, David Parenzo e Alessandro Aleotti, non hanno preso posizione sulla decisione del Comune, ma vogliono "regalare" alla città un'ora di cultura. Aleotti ha fondato un sito web, www.milania.
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