Per «Vade retro» c'è il via libera napoletano. Dopo la bocciatura da parte del sindaco di Milano, Letizia Moratti, la mostra su arte e omosessualità sarà ospitata a Castel Sant'Elmo dal 2 agosto (inaugurazione alle 18) e resterà aperta fino al 30 novembre, collocata nei sotterranei della fortezza. Lo hanno annunciato sia il sovrintendente al Polo museale, Nicola Spinosa, che il curatore della controversa esposizione, Eugenio Viola, dopo un incontro durato tre ore, nel quale Spinosa ha esaminato accuratamente le opere. «La mostra è la stessa di Milano» spiega il sovrintendente «dalla quale già Sgarbi aveva provveduto a togliere qualche opera discutibile come il Papa in mutande di Schmidlin». Restano da mettere a punto solo alcuni dettagli burocratici. Il contratto definitivo sarà firmato il 23 luglio. Non è escluso che in questa settimana (giovedì c'è un nuovo incontro con il sindaco meneghino) si possa trovare un accordo che faccia cadere la censura per l'allestimneto nel capoluogo lombardo. In questo caso la mostra non si sposterebbe da Milano. «Una cosa è chiara: per "Vade retro" non spenderemo un euro», conferma Spinosa. «Pagheranno tutto gli organizzatori, dall'elettricità all'acqua, allo straordinario per la sorveglianza». La mostra non sarà vietata ai minorenni (anche se ci sarà un suggerimento per l'accompagnamento di un adulto). «Non c'è blasfemia o volgarità» precisa il sovrintendente. «Se l'avessi organizzata io, l'avrei realizzata in modo diverso. Ma va bene così. Ci sono grandi opere e altre meno interessanti, alti e bassi, come capita sempre. C'erano lavori poco interessanti persino nella nostra mostra su Tiziano». Le critiche e le censure preventive non l'hanno smontato, ma l'hanno infastidito. «Di quello che faccio rispondo solo al ministero dei Beni Culturali» spiega. «E ieri sera ho avuto un colloquio telefonico con la segretaria di Rutelli, che ha sottoscritto la mia linea. Ritengo che sia una questione di competenze professionali. Nessun politico e nessun religioso si permette di entrare nel merito di scelte tecniche dei medici. Eppure la Sanità è pubblica. Invece, nel mondo dell'arte tutti censurano e mettono steccati, come ha fatto Mastella che non mi pare sia un competente d'arte». E aggiunge: «Il ministro ha parlato di scarti milanesi. Ma che ne sa? I veri scarti sono quelli che vengono presentati a Brescia, nelle mostre di Van Gogh e Turner, o a Torino, per gli Impressionisti, spacciati per grandi opere e verso le quali si indirizzano ingenti finanziamenti. Mentre tagliano i fondi per il cinquantenario di Capodimonte». E lo scetticismo dei galleristi? «Sono scelte critiche diverse. E spesso scattano criteri personali, meno oggettivi. Si giudica in base alle amicizie e alle inimicizie. Ma tutti i pareri vanno bene: la cultura non è di destra, di sinistra o di centro. La cultura è democrazia». Non lo smontano neanche gli auspici del cardinale Crescenzio Sepe. «Spero che prevalga il rispetto» ha commentato il prelato «perché un'arte, per essere autentica, deve essere anche rispettosa degli altri. Ci vuole buonsenso e i napoletani hanno questa dote». Aggiungendo un «Intelligenti pauca». Spinosa non ci sta: «Le oscenità sono altre: la monnezza per le strade, la disoccupazione intellettuale, le chiese sconsacrate, affidate ad associazioni paracattoliche, invece che essere tutelate artisticamente. Con questa mostra abbiamo dimostrato che Napoli è una grande capitale tollerante. È un segnale d'apertura politica, in tempi davvero bui». La sfida di «Vade retro» ha aperto anche un altro fronte. Ed è la replica di Achille Bonito Oliva. «Per igiene, niente andrebbe censurato» commenta il critico. «È un'igiene che riguarda la civiltà, l'arte e la democrazia, per questo credo che Sgarbi dovrebbe dimettersi da assessore alla cultura e assumere l'incarico di assessore alla Propaganda Fide, così quando finisce il suo mandato lo prendono anche in Vaticano, visto che accetta tutte le censure, senza andare via». p. t.
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La mostra "Vade retro" su arte e omosessualità, bocciata da Letizia Moratti, sarà ospitata a Castel Sant'Elmo a Napoli dal 2 agosto al 30 novembre. La mostra è stata autorizzata dopo un incontro con il sovrintendente al Polo museale, Nicola Spinosa, che ha esaminato le opere. La mostra non sarà vietata ai minorenni e non c'è blasfemia o volgarità. Spinosa ha confermato che la mostra non spenderà un euro, ma gli organizzatori pagheranno per l'allestimento. Il ministro dei Beni Culturali ha sottoscritto la linea di Spinosa, che ha criticato le critiche e le censure preventive. La mostra è stata vista come un segnale di tolleranza e di apertura politica per Napoli.
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