Pozzuoli. Un modello di gestione per il grande itinerario di visita «Re-tour». Ieri, alle Stufe di Nerone, la presentazione della Ricerca Azione eseguita dall'Unioncamere nell'ambito del Progetto Integrato Grande Attrattore Culturale Campi Flegrei del Por Campania 2000-2006. «In questa ricerca - spiega Santo Vittorio Romano, direttore Unioncamere Campania - abbiamo studiato il territorio per capire di quali risorse culturali e turistiche dispone». L'obiettivo del progetto regionale è la realizzazione di un grande itinerario, come ad esempio nelle altre realtà europee. Un percorso archeologico e paesistico che colleghi entro il dicembre 2008 i poli monumentali di Pozzuoli, Capo Miseno, Baia, Monte di Procida, Cuma, Quarto e i laghi d'Averno e Fusaro. Con strade romane sommerse, sentieri naturalistici e percorsi archeologici, tunnel e passeggiate marittime sarà realizzato un itinerario di 64 chilometri, percorribile in quattro giorni. E a Unioncamere è stato affidato il compito di individuare esempi di gestione. Tenendo presente, connesso al patrimonio storico e paesaggistico, lo sviluppo di un sistema turistico - ricettivo che sostenga il ritorno dei viaggiatori nella terra di Virgilio, sulle orme del Gran Tour del '700. Un sistema che, con la condivisione di istituzioni, imprese e associazioni locali, dovrà essere gestito da un ente. «Questo è un territorio complesso - dice Francesco Escalona, presidente del Parco regionale Campi Flegrei e coordinatore tecnico del Pit - è necessario individuare un soggetto che coordini l'itinerario previsto». Grazie a 196milioni di euro stanziati dalla Regione per il Progetto integrato, sono in corso importanti processi di restauro dei poli archeologici e di quelli naturalistici per promuovere un turismo nazionale e internazionale. E durante la ricerca condotta da Unioncamere sono state verificate le condizioni per favorire iniziative imprenditoriali legate alla valorizzazione dei beni culturali nei settori dell'artigianato, dei servizi, del turismo e del restauro. «Il territorio dei Campi Flegrei - continua il direttore Romano - può presentare, con una riorganizzazione del sistema produttivo, un maggiore sviluppo delle proprie risorse». Intanto, attraverso gli incontri del Focus group, è stato possibile coinvolgere anche rappresentanti di categorie, associazioni e enti. «Sarebbe opportuno associare al Grande Itinerario un marchio di qualità per il rilancio del territorio e elevare la qualità dei servizi turistici», dice Fulvio Bausano, rappresentante Federalberghi. Tre le ipotesi di gestione della ricerca: istituzione, associazione, unione istituzione-associazione. Ma, al termine dello studio, il Parco regionale dei Campi Flegrei è indicato per creare una rete che valorizzi il percorso. Mentre per la presenza delle aree protette si auspica la realizzazione di ecomusei, strutture che possano conservare l'eredità culturale del territorio.