«Il Progetto integrato è un grande programma su cui la Regione ha investito molto per il rilancio dei Campi Flegrei. E individuare un soggetto gestore del Grande itinerario è fondamentale». Così Marialuisa Nava, sovrintendente ai Beni Archeologici di Napoli e Caserta. Quali sono le eccellenze del piano? «Stiamo lavorando per la valorizzazione e il recupero di molti poli monumentali. Per il Parco archeologico di Cuma, la Sovrintendenza ha coinvolto le Università Federico II, Orientale e Saint Germain per condurre scavi nella parte bassa della città. Questo settore sarà collegato all'Acropoli. Abbiamo già appaltato i progetti. Poi sarà eseguita la valorizzazione della Grotta di Cocceio sul lago d'Averno da congiungere anch'essa all'Acropoli di Cuma». Quanto è stato stanziato per il restauro del settore archeologico? «Quaranta milioni. Sarà cura della Sovrintendenza, di concerto con la Regione e grazie alla Ricerca Azione di Unioncamere, trovare un coordinamento di quest'area anche per l'accoglienza dei visitatori. È previsto un sistema ricettivo adeguato alle potenzialità del territorio». Castello Aragonese di Baia. Cosa prevede il progetto di restauro della Sovrintendenza? «Il Castello sarà un altro punto di attrazione: diventerà un grande museo di 50 sale. Da collegare alle Terme di Baia e al Parco archeologico naturalistico dei Campi Flegrei, dove è prevista una sentieristica del Parco regionale. È un lavoro complesso che dovrà essere completato entro la fine del prossimo anno». Quale l'obiettivo di Regione e Sovrintendenza con il pit? «Assicurare un futuro, con una diversificazione dell'offerta turistica, anche a questa zona della Campania che può contare su una combinazione straordinaria tra bellezze archeologiche, naturalistiche e geologiche. Una sintesi che può giocare un ruolo fondamentale per lo sviluppo dei Campi Flegrei». pa.ca.