«L'area Valmarana non deve diventare l'ennesima brutta storia in cui gli interessi del potente di turno prevalgono su quelli dell'intera comunità». Vanno giù pesante le associazioni ambientaliste, preoccupate dalla sorte di quest'area degli Alberoni, dal '99 sottoposta a vincolo paesaggistico, e su cui i proprietari vogliono edificare. Oggi il piano di lottizzazione dovrebbe avere il via libera dalla commissione urbanistica di Ca' Farsetti. Ed ecco l'appello degli ambientalisti, sottoscritto da Lipu, Wwf, Italia Nostra, Ecoistituto del Veneto Alex Langer e Vas. «Il valore di quest'area per gli aspetti vegetazionali, faunistici e paesaggistici è stato riconosciuto da alcuni tra i massimi esperti ambientali veneziani - scrivono -, dal Comune (che correttamente aveva destinato l'area a Parco Territoriale con voto della Giunta e del Consiglio Comunale del dicembre 2000, bocciando il progetto), dalla Soprintendenza (che ha posto in Commissione Salvaguardia il veto al progetto), dalla Commissione tecnica Regionale (che ha bocciato, anch'essa, il piano di lottizzazione)». Valmarana soci, però, sono ricorsi al Tar e per due volte hanno vinto. «Il primo ricorso è stato vinto per vizi formali - ricostruiscono gli ambientalisti -. Il secondo merita alcune considerazioni. Il Tar, infatti, ha voluto, "sorprendentemente", entrare nel merito scientifico della questione affidando la valutazione delle valenze naturalistiche dell'area ad un dirigente provinciale di Urbanistica le cui competenze nelle più svariate discipline ambientali (ornitologia, entomologia, botanica) sono, per usare un eufemismo, misteriose (sarebbe lecito sapere perché il Comune non abbia subito ricusato un tale perito). In base alla sola relazione di questo presunto esperto tutte le conclusioni cui, nel corso di più di un decennio, erano arrivati illustri ricercatori e studiosi veneziani sono state giudicate inattendibili ed il Tar ha accolto anche l'ultimo ricorso della proprietà. A fronte di quest'ultima sentenza il Comune si è, doverosamente, rivolto al Consiglio di Stato, ma sta cercando un accordo con la proprietà». E anche le richieste a cui la Municipalità ha più di recente condizionato il suo parere favorevole sono, per gli ambientalisti, o già obbligatorie per legge o di nessuna utilità per salvare l'integrità dell'area. Insomma «quest'accordo con Valmarana e soci non garantisce l'incolumità dell'area - concludono -, ma si configuri solo come un grazioso regalo ai proprietari». Ma il presidente della commissione, Saverio Centenaro, non sembra dare molte speranze agli ambientalisti: «Mi sembra che questo accordo serva a chiudere un lungo contenzioso. Siamo già andati in sopralluogo sul posto e ci siamo resi conto che ci troviamo in un'area già edificata».