Il consigliere regionale Paolo Maninchedda interviene sull'intesa per le nuove costruzioni al Tanka Village. . CAGLIARI. «Il sistema sardo non si è ancora reso conto di quanto sia grave la portata dello strumento dell'intesa, in base al quale la volontà del presidente della giunta regionale diventa decisiva sulla possibilità di derogare alle norme del piano paesaggistico regionale»: letto il servizio della 'Nuova' sull'albergo da 162 mila metri cubi che l'Atahotels del gruppo Ligresti vorrebbe costruire all'interno del Tanka Village di Villasimius, a due passi dal mare, il consigliere regionale Paolo Maninchedda denuncia quella che definisce «una finestra discrezionale per uscire dalle regole vigenti». Finestra che il presidente Renato Soru sembra voler usare, soprattutto quando i progetti da valutare riportano la griffe degli architetti più celebri. Maninchedda è il primo firmatario di un'interrogazione presentata il 22 dicembre 2006 - con Balia, Masia, Salis e Serra - in cui faceva riferimento a lavori avviati nell'area del Tanka il 16 gennaio precedente, quindi dopo l'entrata in vigore delle norme di tutela. Lavori che sarebbero andati avanti malgrado gli esposti del Gruppo di intervento giuridico e degli Amici della Terra. A fermare l'intervento programmato dal gruppo Ligresti per l'allargamento del campo da golf doveva essere anche la presenza di una necropoli fenicia sulla collina di Bruncu Campulongu, documentata in una pubblicazione del comune di Villasimius. Presenza a quanto pare ignorata, a leggere la risposta dell'assessore alla pubblica istruzione Carlo Mannoni. Che il 22 febbraio scorso ha precisato di aver dato il via libera alle società Sviluppo Simius e Progestim (stesso gruppo) per la realizzazione del campo da golf «con laghetti, inerbimento, cabina elettrica e centrale di pompaggio acqua» e per le «opere di sistemazione idraulica dell'area interessata dal percorso golfistico». Sulla Club House invece l'ufficio tutela del paesaggio «ha sospeso l'esame della pratica in quanto l'intervento non risulta fatto salvo dai disposti dell'articolo 15 delle norme tecniche di attuazione del piano paesaggistico». Perchè c'era anche una club house nel progetto per il Tanka Village, dove i lavori non finirebbero mai: una sorta di edificio-collina progettato dagli architetti Carlotta Bevilacqua e Kengo Kuma che il gruppo Ligresti - stavolta il committente è l'Immobiliare Lombarda spa - vorrebbe costruire quasi sul mare grazie ancora una volta allo strumento dell'intesa. Maninchedda è contrariato: «La Regione ha autorizzato le opere idrauliche per il golf, un intervento che stravolge il territorio, sapendo che il progetto non è stato sottoposto alla valutazione d'impatto ambientale e senza tener conto della necropoli. Evidentemente una necropoli a Cagliari può essere pretesto per vincoli ed espropri anche arbitrari, a Villasimius semplicemente non esiste». Una cosa è certa: il piano paesaggistico regionale vieterebbe la posa anche di un solo mattone in un'area come quella di Villasimius, vicinissima al mare, dove l'Atahotels pochi mesi fa ha dovuto demolire su ordine della Procura una tensostruttura per congressi completamente abusiva. Ma la presenza di grandi firme dell'architettura sembrerebbe garantire un rapido lasciapassare a chiunque possa permetterselo. Accade a Is Molas con Fuksas, ora la storia potrebbe ripetersi col giapponese Kuma, ospite al Festarch promosso dalla Regione, e soprattutto con Stefano Boeri, che firma il progetto per il nuovo hotel al Tanka. Finora l'ok degli uffici regionali riguarda solo l'allargamento del campo da golf. Ma se le betoniere dovessero girare col placet della Regione, quello del Tanka potrebbe diventare un nuovo caso politico.