In Italia è di moda mostrare uno stupore virginale o anzi, gridare allo scandalo, quando il governo propone una sanatoria edilizia che recuperi all'esazione fiscale gli abusi dei piccoli autocostruttori di residenze familiari . In questo caso, il Comune di Roma ha sparato a zero contro quella che ha definito la cultura dell'illegalità. La cementificazione anarcoide ed improvvisata è sicuramente un male antico del nostro Paese, ma risponde a una necessità di abitazioni a bassissimo costo che non trova né modelli adeguati nei casermoni intensivi, né viene comunque disincentivata con una sufficiente offerta di alloggi. Il sindaco Veltroni, che si scaglia contro gli abusivi, cerca così di cavalcare un facile ambientalismo, coniugato ad un malcelato atteggiamento snob che si colloca tra l'anima bella e l'indignato censore, furbescamente ottimale per catturare i voti dei privilegiati residenti del centro storico e dei quartieri bene. Ma questo stesso sindaco farà invece demolire l'ala "Cosenza" della Galleria Nazionale d'arte Moderna, un edificio inaugurato soltanto vent'anni fa e tuttora perfettamente idoneo all' uso. Cosicché, nella vincolatissima area di Villa Borghese, con pubblico denaro si distruggerà l'opera di un maestro italiano dell'architettura razionalista come Luigi Cosenza e si ricostruirà qualcosa disuguale secondo un nuovo progetto di uno studio svizzero alla moda. Questa vicenda è, a nostro avviso, ipocrita e paradossale per l'utilizzo disinvolto dei soldi dei contribuenti, per la totale indifferenza all'integrità di Villa Borghese e per il sostanziale provincialismo che permette di sostituire l'opera di un famoso architetto italiano con quella di un'anonima Società di progettazione. Ma il sindaco Veltroni, che ha recentemente fatto demolire, con grande eco sulla stampa, una villa abusiva sull'Appia Antica, è quello stesso che ha fatto realizzare (e per di più a un privato), il Globe Theatre nel vincolatissimo galoppatoio di piazza di Siena, che ha fatto demolire la teca dell'Ara Pacis dell'architetto Morpurgo per sostituirla con un progetto assolutamente incongruo, fermo da anni e sul quale indagano Procura penale, Corte dei Conti e Tribunale Civile. E' lo stesso che ha appena destinato nuovi fondi miliardari all'Auditorium per realizzarvi scale, servizi igienici, ascensori e uscite di sicurezza di cui l'opera tanto pomposamente inaugurata quest'anno era però sprovvista; e con quest'ultimo stanziamento è la quarta volta che il Comune aumenta le spese preventivate. Il Sindaco Veltroni probabilmente ha già fatto molti danni e probabilmente riuscirà anche a far demolire l'ala Cosenza della Galleria d'Arte Moderna, (che rappresenta una grande perdita per l'architettura italiana), ma auguriamoci che qualcuno possa almeno fermarlo nell'autorizzare un'operazione ancor più devastante per la bellezza di Roma, come la costruzione di un viadotto sotterraneo al lungotevere di Ripetta. Se questa galleria venisse realizzata si distruggerebbe ogni sedime archeologico dell'antico porto fluviale e si altererebbe irreversibilmente l'equilibrio del cosiddetto "Tridente Sistino".