I due ministri gelano le aspettative degli amministratori locali "La partita è ancora tutta da giocare" spiega il responsabile dei Trasporti del governo In Regione Parrini sul progetto fa appello a Prodi: "Batta un colpo. Quello definitivo" -------------------------------------------------------------------------------- Il ministro dei trasporti Alessandro Bianchi dice lasciando Palazzo Vecchio che il progetto del tunnel «è una partita da giocare». E il ministro dellambiente Alfonso Pecoraro Scanio, nello stesso giorno, a Riotorto nel livornese avverte che prima di fare unautostrada tirrenica bisognerebbe «mettere in sicurezza lAurelia». E la giornata nera degli amministratori fiorentini e toscani: due ministri del governo Prodi arrivano in Toscana e dun colpo due obiettivi considerati strategici sembrano tornare per aria. Anche se in serata, il vice premier Massimo DAlema, da Livorno riaccende qualche speranza, almeno sulla Tirrenica: «Mi auguro che si completi». «Al convegno di stamani in Regione mi è stato consegnato un incartamento con una proposta alternativa al passante», ha detto il ministro Bianchi subito dopo aver annunciato, a fianco del sindaco Leonardo Domenici, un contributo straordinario del governo per il passaggio della tramvia da piazza Duomo. Vuole dire ministro che il tunnel è ancora un partita aperta? «E una partita da giocare», risponde Bianchi. Un punto e a capo? Il progetto è già stato appaltato al raggruppamento di imprese capitanato dalla emiliana Coop Sette che, secondo il capitolato deve realizzare subito il «ponte» di Castello, e fare il progetto esecutivo del tunnel sotto Firenze, a meno che le Ferrovie non ricorrano alla clausola di dissolvimento che entro un anno possono rivendicare in assenza dei finanziamenti necessari. E a questo che si riferiva il ministro Bianchi? Un minuto prima, a proposito della nuova stazione di viale Belfiore, riecheggiando perplessità espresse dal suo partito (i Comunisti Italiani), lo stesso ministro aveva detto una cosa diversa: «Cosa penso della scelta della nuova stazione? Che ogni città ha una stazione storica e una stazione strategica più decentrata. Ma non mi pare ci siano i tempi per cambiare il progetto». Il collega verde allambiente Pecoraro Scanio è stato invece chiarissimo: «In un Paese normale se uno ha fatto 70 chilometri di messa in sicurezza e ne mancano 20 per completare lopera, prima di tutto fa quello e poi se ad altri piacciono le autostrade si discuta, però non si blocchi il completamento di quello che va fatto». Prima la messa in sicurezza dellAurelia, solo dopo lautostrada: «Per questo il ministero dellambiente ha insistito che nel piano Anas ripartano i cantieri per completare gli ultimi 20 chilometri - ha aggiunto Pecoraro Scanio - la Regione Toscana poi deve trovare laccordo con la Regione Lazio, che non vuole lautostrada. Credo che in questo Paese si devono fare le cose per bene». La conferma di un dissenso che arriva dopo il rinvio della firma della convenzione tra Anas e Sat (la società autostradale toscana), deciso in attesa del parere sullintero tracciato espresso dai Beni culturali. Che sta succedendo? In Regione il presidente Claudio Martini non ha gradito le parole del ministro dellambiente. Ma non replica. «Deve dirci dove intende trovare i soldi per lAurelia, perché non ci sono», si fa sapere invece dagli uffici regionali, che ricordano come per lautostrada i capitali vengano invece anticipati dalla Sat (è previsto poi il pedaggio). Quanto al tunnel e a Bianchi solo scetticismo ostentato: «Avrà voluto dire che il governo intende verificare e vigilare su un appalto così importante». Ma Gianluca Parrini della Margherita legge nelle parole del ministro Bianchi qualcosa di più grave: «Di questo passo il tunnel sarà pronto per il Giubileo del 2050». E aggiunge pure Parrini allindirizzo del governo: «Basta con i tentennamenti e le ipocrisie: Prodi batta un colpo. Quello definitivo». SEGUE A PAGINA V