Il segretario della Compagnia di San Paolo: "Non esiste una nostra linea, decide il cda" In discussione la riconferma di Vassilika o lincarico alla Morigi Govi, già contattata Saitta: "Metodo scorretto" Il presidente Elkann confida in un accordo che possa garantire "una scelta convinta" Parole del segretario generale della Compagnia di San Paolo Piero Gastaldo, l«altra voce» della fondazione allinterno del cda dellEgizio. Parole pronunciate alla vigilia dellincontro probabilmente decisivo che si svolgerà stamane a Palazzo Chiablese, sede della Direzione regionale dei beni culturali, per la prima volta dunque non in via Accademia delle Scienze. Parole inoltre che intendono affermare una sorta di neutralità, dopo che nei giorni scorsi il vicepresidente della Compagnia Carlo Callieri aveva espresso dubbi sulla possibilità per lattuale direttrice Eleni Vassilika di gestire un appalto complesso (il valore complessivo è di 50 milioni, metà dei quali erogati proprio dalla Compagnia) come quello che sta per partire per la ristrutturazione dellEgizio. «È vero, noi siamo magna pars nel finanziamento dei lavori, ma sosteniamo la linea di fondo del progetto di trasformazione - aggiunge Gastaldo - E, come gli altri membri, quando sediamo in consiglio ci spogliamo delle vesti abituali per assumere quelle dellistituzione che ci troviamo ad amministrare». E in attesa di conoscere oggi il verdetto (la riconferma della Vassilika, forse solo per un anno in vista della scadenza del consiglio nellautunno 2008, o larrivo di una nuova figura, magari proprio la responsabile del Museo Archeologico di Bologna Cristiana Morigi Govi, che è stata sentita nelle scorse settimane) il presidente Antonio Saitta stigmatizza comportamenti che sono andati, secondo lui, contro il principio della trasparenza: «Ho appreso nel consiglio di amministrazione di mercoledì scorso che era già stata contattata una persona come possibile sostituta della Vassilika, che qualcuno per iniziativa personale, alloscuro degli altri consiglieri, aveva voluto portarsi avanti. Ebbene, lho trovato profondamente scorretto: se si vuole chiudere con un dipendente, occorre parlarne. Si chiede a qualcun altro solo dopo che si è deciso di chiudere con quella persona. E poi sarebbe meglio individuare un eventuale sostituto attraverso una pubblica selezione». Non paiono sempre idilliaci dunque, al di là delle affermazioni dei più, i rapporti allinterno di una fondazione nata, prima in Italia per un museo statale, per sancire la collaborazione tra pubblico e privato nei beni culturali. Il presidente Alain Elkann tace. Aspetta il cda di oggi. Ad alcuni amici ha confidato che spera si arrivi «a una scelta convinta» e che, possibilmente, sia presa oggi stesso. Nulla lascia trapelare sulla sua posizione, ma è facile intuire che vale la regola di sempre: «quel contano sono i risultati del museo».
Egizio, oggi il nome del direttore Gastaldo "raffredda" la polemica
Il segretario generale della Compagnia di San Paolo, Piero Gastaldo, ha affermato che non esiste una "linea" della fondazione, ma che il Consiglio di Amministrazione (CDA) decide su ogni questione. Gastaldo ha anche criticato il comportamento di un membro del CDA che ha contattato una persona per sostituire la direttrice Eleni Vassilika, senza aver discusso con gli altri membri del CDA. Il presidente della Compagnia, Antonio Saitta, ha espresso disapprovazione per questo comportamento, considerandolo "scorretto". Il presidente della fondazione, Alain Elkann, tace sulla questione, ma si aspetta una scelta convinta dal CDA.
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