-------------------------------------------------------------------------------- Quattordici ettari di terreno destinato alla pastorizia, dissodati frantumati con pale meccaniche e aratri - senza alcuna autorizzazione - per essere trasformarti in aree coltivabili, sono stati sequestrati ieri dalla Forestale nel parco nazionale dellalta Murgia. Larea, di proprietà privata, in località Lama Pera a Gravina, fa parte di una zona di protezione speciale. Il proprietario è stato denunciato alla procura di Bari per violazione delle norme di tutela ambientale, di tutela del parco e del codice dei beni culturali e paesaggistici. Loperazione denominata "Ferula" - dal nome di una pianta caratteristica del parco - e coordinata dalla Procura di Bari - si inserisce in quella più grande chiamata "Apocalisse", partita nel 2003 e gestita dalla Procura di Trani. Nel giugno 2006 il Corpo forestale una vasta area di natura carsica distrutta illegalmente: nel mirino dei predoni dellambiente era finito circa un terzo del territorio del parco. Limpatto ambientale è stato gravissimo - secondo la Forestale - per la distruzione di un paesaggio unico, quello della pietra affiorante, e per i dissesti idrogeologici prodotti. Luso di pale e aratri ha compromesso la struttura fisica e la continuità nella canalizzazione e nella porosità dei terreni, e alterato la conducibilità termica e idraulica delle superfici. Questo ha provocato un indebolimento della struttura globale del terreno che oggi risulta meno fertile e più soggetto a desertificazione.
PUGLIA - Parco della Murgia spietrati 14 ettari scatta il sequestro
Il parco nazionale dell'alta Murgia, in località Lama Pera a Gravina, è stato colpito da un'operazione di dissodamento e frantumazione di 14 ettari di terreno destinati alla pastorizia, senza autorizzazione. La Forestale ha sequestrato l'area, che fa parte di una zona di protezione speciale, e ha denunciato il proprietario alla procura di Bari per violazione delle norme di tutela ambientale e del parco. L'operazione, denominata "Ferula", è stata coordinata dalla Procura di Bari e si inserisce in una più grande operazione chiamata "Apocalisse", partita nel 2003.
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