-------------------------------------------------------------------------------- Ancora una giornata concitata per la mostra sullomosessualità curata da Sgarbi, che è intervenuto sul progetto originario di un giovane curatore napoletano, Eugenio Viola. Alluna lincontro tra il soprintendente, Viola e il produttore della mostra, Andrea Brunello, di Artematica, che ha lavorato a lungo come promoter delle visitatissime rassegne sullImpressionismo di Treviso. Il 23 luglio Spinosa firmerà un contratto che dispensa dai costi della mostra la Soprintendenza, e che anzi addossa al produttore le paghe al personale in tempo di ferie e le royalties del 20 secondo la legge Ronchey per lutilizzo del monumento. «Ho potuto vedere il catalogo, la mostra ha alti e bassi, come tutte le mostre. Il titolo cambierà e saranno escluse le opere già cassate a Milano - spiega Spinosa - quella sul papa e laltra su Sircana, che già non è inclusa nel catalogo. Cambierà il titolo perché a Milano è avviata una vicenda giudiziaria che vede uno contro laltro organizzazione e Comune». Ai dubbi soprattutto sulle foto delle opere pubblicate dai giornali avanzati dalla Iervolino e al no secco del cardinale Sepe, che ieri sera si appellava ancora al buon senso, Spinosa oppone un deciso assenso. «Non mi pronuncio nel merito del degrado che affligge Napoli, e nel quale il sindaco, sia pure non direttamente, avrà una qualche responsabilità. E neppure sulla gestione di certe chiese sconsacrate, concesse in affitto a inquilini poco consoni. Siamo circondati dalla blasfemia: è quella della televisione dove a qualsiasi ora ed età si accede alla pornografia e agli squallidi reality. Che facciamo allora, film che trattano temi scottanti come "Morte a Venezia" o "Il portiere di notte" li facciamo sparire dalla circolazione?». Sul no alla censura non si discute: daccordo con Spinosa è il critico Achille Bonito Oliva («per igiene, niente andrebbe censurato», e laffermazione è accompagnata da una proposta di dimissioni per Sgarbi). «Unarte per essere autentica deve essere anche rispettosa degli altri», è tornato alla carica il cardinale Sepe. Ma il Polo Museale ha avviato già le procedure complesse per far approdare lex "Vade Retro" a Napoli. «Siccome il ministero non deve metterci i fondi - spiega Spinosa - non abbiamo obbligo di chiedere permessi, per il ministro Rutelli in materia di mostre io equivalgo a un consulente». Il soprintendente aveva detto di voler sondare la scientificità della mostra, a proposito della quale il direttore del Madre Eduardo Cicelyn aveva parlato come di una tematica «prossima al Gay Pride» per «una operazione di puro marketing istituzionale». Insieme il curatore e il soprintendente replicano duramente: «Alcune di quelle opere sono in collezione permanente al Madre. Comunque una mostra va prima vista, e semmai dopo criticata». Dopo il ministro Mastella, Giuseppe Scalera (Margherita) della Commissione Beni culturali del Senato non perdona: «Oggi di questa mostra nessuno sente il bisogno, è come i rifiuti tossici che il Nord spedisce in Campania». Il rifiuto alla censura e un invito a vedere prima, viene anche da Rifondazione comunista: «La libertà di espressione trova legittimazione anche attraverso larte, la mostra merita visibilità a prescindere dal giudizio di merito perché un gruppo di persone ha sviluppato una riflessione sul tema dellomosessualità».
NAPOLI - Spinosa, mostra sì ma senza il Papa
Il soprintendente della Soprintendenza di Napoli, Spinosa, ha firmato un contratto con il produttore della mostra sullomosessualità curata da Sgarbi, che dispensa la Soprintendenza dai costi della mostra. Il titolo della mostra cambierà e saranno escluse le opere già cassate a Milano. Spinosa ha anche espresso il suo dissenso per le foto delle opere pubblicate dai giornali e ha affermato che la mostra merita visibilità a prescindere dal giudizio di merito. Il cardinale Sepe ha espresso un dissenso per la mostra, mentre il critico Achille Bonito Oliva ha sostenuto Spinosa. Il Polo Museale ha avviato le procedure per far approdare lex "Vade Retro" a Napoli.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo